
Tenta uno stupro in pieno giorno: arrestato un cuoco egiziano di 23 anni
Un tragitto quotidiano verso casa si è trasformato in un incubo per una donna romana di 32 anni, vittima di una brutale aggressione sessuale ieri mattina nel sottopassaggio ferroviario di via Tuscolana. Solo il coraggio di alcuni passanti e la rapidità d’azione della Polizia hanno evitato il peggio, portando all’arresto di un cittadino egiziano di 23 anni, ora rinchiuso nel carcere di Rebibbia con l’accusa di violenza sessuale.
Il fatto è avvenuto intorno alle 10:30, in un momento di apparente calma. I due si sono incrociati per caso nell’area pedonale del tunnel; dopo un breve scambio di sguardi, il giovane ha iniziato a seguire la donna. Approfittando della semi-oscurità del sottopasso, l’ha bloccata contro il muro, palpeggiandola con estrema violenza nonostante le urla e il pianto disperato della vittima.
La situazione è precipitata fino all’intervento provvidenziale di tre cittadini: due passanti (un uomo e una donna) sono accorsi udendo le grida, costringendo l’aggressore a interrompere l’abuso e a fuggire. Un terzo uomo si è lanciato all’inseguimento del giovane, recuperando uno zaino nero che il fuggitivo aveva gettato durante la corsa.
Proprio lo zaino si è rivelato la prova decisiva: all’interno gli agenti del commissariato Tuscolano hanno rinvenuto abiti da lavoro con il logo di una rivendita di kebab. Grazie a questa traccia e alla descrizione dettagliata della vittima, i poliziotti hanno setacciato l’area, rintracciando il 23enne nel bar della stazione Tuscolana mentre tentava di mimetizzarsi tra i viaggiatori. Il giovane ha opposto resistenza, ma è stato bloccato dal coordinamento tra le pattuglie dei commissariati Tuscolano, Esquilino e Appio.
Le indagini hanno delineato il profilo di un soggetto insospettabile: «Il giovane, regolarmente soggiornante in Italia e senza precedenti penali, lavora come cuoco in un locale nei pressi di piazzale della Radio. Vive a poche centinaia di metri dal luogo dell’aggressione.»
Incredulo il datore di lavoro, un connazionale di 40 anni chiamato in commissariato per fungere da interprete, che si è trovato a tradurre l’ammissione di colpa del suo dipendente. La vittima, sotto choc, è stata accompagnata all’ospedale Vannini dove è stato attivato immediatamente il codice rosa per l’assistenza alle vittime di violenza. L’arresto è stato convalidato dall’autorità giudiziaria e il giovane dovrà ora rispondere di un reato che prevede pene severissime.
M.M.