Scommesse illegali, il caso Fagioli: l’inchiesta punta verso Roma

14/04/2025

Tra il marzo e l’aprile del 2023 la vita di Nicolò Fagioli, giovane centrocampista della Juventus, cambia radicalmente. In poche settimane accumula debiti per 2,8 milioni di euro all’interno di un giro di scommesse illegali che si estende tra Roma e Milano. Le pressioni degli scommettitori diventano sempre più insistenti e, nel frattempo, la Procura della Capitale avvia un’indagine sul suo conto. È il suo allora procuratore sportivo, Andrea D’Amico, a metterlo al corrente di quanto sta accadendo. Il 21 aprile gli riferisce che i magistrati vogliono informazioni su Fagioli, sull’ex arbitro Pietro Marinoni – presunto intermediario con i gestori delle piattaforme – e sulla gioielleria Elysium, utilizzata per coprire i debiti con finte compravendite di Rolex.

“Sono in ansia, non tanto per me, ma per il negozio. Non voglio che rompano il ca… ma anche se fosse abbiamo fatture e posso aver preso orologi”, scrive Fagioli a Tommaso De Giacomo, uno dei bookmaker. La risposta è inequivocabile: “Tu hai preso orologi. Se no, con Elysium ho finito veramente di lavorare”.

Le minacce non tardano ad arrivare. L’8 marzo, il trapper romano Ludwig lo avverte: “Quelli ti arrivano dentro al campo, forse non hai capito di chi si tratta”. Era stato lui a presentargli i referenti della piattaforma illegale. Quando Fagioli accumula oltre un milione di euro di debiti, Ludwig cambia tono: “Non è un fatto di paura… cerca di comportarti bene. Tu hai detto che li pagavi, e non hai pagato nemmeno un euro”.

A supportarlo entrano in scena Marco Giordano, figlio dell’ex calciatore Bruno, e Cristiano Pompili, fisioterapista della Nazionale Under 21. Il primo propone un accordo per la cessione dei diritti d’immagine, il secondo si offre di aiutarlo attraverso conoscenze nel mondo della compravendita di orologi. “Bocca cucita è uno stile di vita”, gli dice Pompili. “Il mio obiettivo è ridurre la cifra”. Nelle chat emergono anche i nomi di altri calciatori coinvolti, come Alessandro Florenzi, identificato probabilmente con il soprannome “Italia”.

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