
Roma, Tevere balneabile entro il 2030: il progetto prende forma

Il futuro del Tevere passa attraverso parchi, bonifiche e progetti di rigenerazione urbana che puntano a renderlo entro il 2030 non solo vivibile, ma anche balneabile. È questa la sfida lanciata dal sindaco Roberto Gualtieri, che ha promesso la svolta nel corso di un suo eventuale secondo mandato. Intanto, con l’ultimo assestamento di bilancio, il Campidoglio ha stanziato circa 1,5 milioni di euro per migliorare la fruibilità delle sponde e rafforzare i parchi fluviali già realizzati. Dal prossimo ottobre partiranno le prime riunioni della cabina di regia istituzionale che lavorerà sul piano di interventi, ispirandosi all’esperienza di Parigi e del progetto “Paris-Plages” sulla Senna.
Il principale ostacolo resta l’inquinamento. Tra il 2006 e il 2016 sono state raccolte nel fiume oltre 8mila tonnellate di microplastiche. A questo si aggiungono gli scarichi dell’Aniene, che riversa nel Tevere reflui industriali dalla zona tiburtina. Le soluzioni allo studio vanno dal censimento degli stabilimenti al trattamento dei flussi inquinanti con tecniche di fitodepurazione, oltre a una mappatura della pericolosità idraulica per garantire la sicurezza della balneazione. Esperienze simili in Francia hanno beneficiato di forti investimenti governativi, e anche Roma punta a coinvolgere più livelli istituzionali.
Gli investimenti riguarderanno anche i parchi fluviali. In particolare, al Parco dell’Acqua Acetosa, dieci ettari immersi nel verde, nascerà una cavea per concerti che potrebbe ospitare il Villa Ada Fest. Oltre alla nuova arena sono previsti un percorso fitness e un’area ludica. Altri 440 mila euro andranno al Parco di Ponte Milvio e Foro Italico, inaugurato lo scorso giugno, che verrà potenziato con illuminazione e videosorveglianza. All’interno dell’oasi naturalistica si valorizzeranno anche reperti archeologici, come un cippo di duemila anni fa che segnava l’antico argine del Tevere. Fondi sono stati destinati anche al Parco di Ostia, con la creazione di un passaggio diretto tra l’area archeologica e quella fluviale.
Il progetto Tevere non si limita alla riqualificazione ambientale, ma intende trasformare i 75 km di paesaggi naturali e urbani del fiume in un sistema integrato di spazi verdi e blu, connessi da una rete di mobilità sostenibile. «Sottrarre luoghi al degrado e riconsegnarli alla città», ha spiegato l’assessore all’Ambiente Sabrina Alfonsi, sottolineando che il fiume da problema può diventare opportunità. Un percorso che richiede, ha aggiunto, «la collaborazione di tutte le istituzioni, perché investire sul Tevere significa investire nel futuro di Roma».