
Roma, restyling del Centrale del Foro Italico: copertura mobile e 12mila posti
Il cuore pulsante del Foro Italico si prepara a cambiare volto per entrare definitivamente nel futuro dell’intrattenimento globale. Le commissioni capitoline Urbanistica e Sport hanno infatti dato il via libera al progetto di restyling dello Stadio Centrale, confermando una visione che punta a trasformare l’impianto in una struttura polivalente capace di vibrare ben oltre i dieci giorni degli Internazionali di tennis. Il provvedimento, che era già stato vagliato positivamente dalla giunta capitolina alla fine di marzo, passerà ora al vaglio definitivo dell’assemblea, ma il sentiero è ormai tracciato. Non si parla di un semplice ritocco estetico, ma di una vera e propria metamorfosi funzionale e architettonica che doterà la Capitale di un’arena moderna, flessibile e, soprattutto, utilizzabile in ogni stagione grazie a soluzioni tecnologiche d’avanguardia.
Il perno dell’intera operazione risiede nella nuova copertura, un’opera ingegneristica imponente che si estenderà su una superficie complessiva di oltre 8mila metri quadrati. Di questi, 6.500 saranno fissi, mentre 1.800 metri quadrati saranno costituiti da una sezione mobile, permettendo alla struttura di adattarsi istantaneamente alle condizioni meteorologiche. Questa innovazione permetterà al Centrale di ospitare non solo il grande tennis mondiale, ma anche concerti, spettacoli teatrali e altre discipline sportive che finora erano escluse dalla programmazione a causa dell’assenza di un riparo dalle intemperie. La capienza subirà un incremento significativo, portando i posti a sedere a 12.500, con la possibilità di espandere ulteriormente l’accoglienza a seconda della tipologia di evento organizzato.
Le novità non si fermano però al solo campo di gioco. Il progetto prevede l’apertura dello stadio verso l’esterno, abbattendo la barriera visiva tra l’impianto e il paesaggio circostante. Saranno realizzate quattro terrazze panoramiche con vista privilegiata sul Tevere e sul parco del Foro Italico, per una superficie totale di 2.000 metri quadrati, integrate da un diaframma vetrato che favorirà un dialogo costante tra l’architettura sportiva e la natura. Sul fronte della logistica, è previsto un aumento degli spazi per la sosta con un nuovo parcheggio a raso posizionato tra via Roberto Morra e viale dei Gladiatori, mossa necessaria per gestire il maggior afflusso di pubblico previsto.
Le dichiarazioni dei protagonisti istituzionali riflettono l’entusiasmo per un’opera che promette di rilanciare il prestigio internazionale di Roma. L’assessore allo sport Alessandro Onorato ha sottolineato come la rigenerazione del Centrale restituisca alla cittadinanza un bene unico in una veste moderna e sostenibile. « L’intervento di rigenerazione del Centrale del Foro Italico valorizza un bene unico di Roma e restituirà alla città una struttura moderna, funzionale, sostenibile e viva tutto l’anno grazie alla nuova copertura. Sarà un luogo per tutti, multidisciplinare e flessibile, che potrà ospitare oltre al tennis tantissime altre discipline sportive ed eventi concertistici ». Secondo l’assessore, questo passo dimostra che la città è tornata a essere una metropoli coraggiosa, capace di sostenere gli investimenti nel pieno rispetto delle regole.
Alle sue parole hanno fatto eco quelle di Maurizio Veloccia, assessore all’urbanistica, che ha inquadrato l’intervento in una strategia più ampia di sviluppo economico e sociale. « L’operazione non è solo un restyling architettonico, ma un investimento strategico destinato a valorizzare e trasformare lo Stadio Centrale in un’infrastruttura polivalente e sostenibile, capace di generare valore 365 giorni l’anno, rafforzando la funzione sportiva e pubblica di un quadrante strategico ». Grande attenzione è stata riservata anche all’accessibilità, con l’installazione di quattro nuovi ascensori panoramici e corpi scala metallici progettati per rendere i percorsi di accesso e deflusso rapidi e sicuri per ogni visitatore, eliminando ogni barriera architettonica.
La visione di uno spazio vivo è condivisa anche dai vertici di Sport e Salute. Il presidente Marco Mezzaroma ha descritto il Foro come un monumento capace di adattarsi alle esigenze contemporanee, mentre l’amministratore delegato Diego Nepi Molineris ha evidenziato il potenziale attrattivo dell’arena. «Realizzeremo un’arena moderna, polivalente, flessibile e coperta, progettata per ospitare non solo grandi eventi sportivi, ma anche concerti, spettacoli e appuntamenti internazionali a 360 gradi, contribuendo ad attrarre turismo, generando valore e indotto». Il cronoprogramma è già definito: i cantieri apriranno subito dopo la conclusione degli Internazionali di tennis del maggio 2026, con l’obiettivo di consegnare l’opera finita tra il 2027 e il 2028. Come ricordato da Nando Bonessio, presidente della commissione Sport, l’atto che l’assemblea si appresta ad approvare avrà anche valore di variante urbanistica, sbloccando finalmente un’infrastruttura attesa da decenni da tutto il movimento sportivo nazionale.