
Roma, nuovo raid vandalico al liceo Righi: lezioni sospese
Il liceo scientifico Augusto Righi di Roma si ritrova nuovamente al centro della cronaca per un episodio amaro e ripetitivo che colpisce il cuore dell’istruzione pubblica. A distanza di un solo mese dal precedente blitz avvenuto il 10 febbraio scorso, i vandali sono tornati a colpire la succursale di via Boncompagni, portando devastazione e sconcerto tra le mura dell’istituto proprio in questi primi giorni di marzo del 2026. L’azione criminale ha seguito uno schema già visto in passato ma con una diffusione ancora più capillare, non risparmiando questa volta nemmeno una singola aula della struttura. Il materiale didattico è stato rovesciato a terra con sprezzo e gli estintori sono stati svuotati sistematicamente in ogni angolo, rendendo l’aria irrespirabile e gli spazi totalmente inagibili per le attività quotidiane.
Il dirigente scolastico, Giovanni Cogliandro, ha espresso tutto il suo profondo dolore per questo nuovo sfregio alla comunità educativa romana: «Che dire? Sono rattristato. Episodi come questo sono un danno per tutta la comunità. Non è solo un assalto al liceo, ma all’istituzione scolastica, al cuore della nostra Repubblica». Nonostante il peso dell’amarezza che grava su docenti e personale, la volontà di ripartire resta ferma, con il preside che ha assicurato l’impegno della scuola nel fare la propria parte per rialzarsi, pur non nascondendo la gravità di un gesto che ferisce il senso civico collettivo.
L’incursione è avvenuta durante il fine settimana, sfruttando la chiusura dell’edificio e una conoscenza accurata dei punti deboli del sistema di sorveglianza esterno. Gli autori del gesto si sono tenuti a distanza dalle due telecamere di sicurezza poste a guardia dell’ingresso principale, preferendo scavalcare il muro perimetrale situato sul lato del campo da basket all’aperto. La recinzione a maglie, pur presente, non ha rappresentato un ostacolo sufficiente a fermare l’intrusione, permettendo ai vandali di penetrare indisturbati e di agire con tutto il tempo necessario per svuotare i dispositivi antincendio in tutte le classi, dall’ultimo piano fino al piano terra.
Le conseguenze economiche e logistiche per l’istituto sono pesanti e immediate. La sola bonifica degli ambienti invasi dalle polveri chimiche degli estintori ha un costo stimato che si aggira intorno ai 7.500 euro, una cifra considerevole che grava sul budget scolastico solitamente destinato alla manutenzione e ai progetti formativi. A questa somma andranno aggiunte le spese per certificare la qualità dell’aria, un passaggio fondamentale per tutelare la salute di alunni e professori prima del rientro. Per tale ragione, la dirigenza ha stabilito che la succursale rimarrà chiusa fino a giovedì mattina, consentendo un’adeguata aerazione dei locali e lo svolgimento delle operazioni di pulizia profonda.
Sul fronte delle indagini, i carabinieri della stazione di via Veneto e della compagnia Roma Centro sono al lavoro insieme agli esperti della sezione scientifica del nucleo investigativo di via in Selci. Gli indizi raccolti portano a ipotizzare che i responsabili possano essere soggetti interni alla realtà scolastica, data la precisione con cui sono stati scelti i punti d’accesso non inquadrati dalle telecamere. Sebbene manchi una rivendicazione esplicita come quella del mese scorso, quando sui muri apparvero scritte come «Righi fascista. La scuola è nostra» accompagnate da svastiche, gli inquirenti sospettano che la mano dietro al raid sia la medesima.
La condanna del gesto è stata unanime e ha visto compatti sia gli studenti che le associazioni di categoria. Il collettivo del Righi ha preso fermamente le distanze dall’accaduto definendolo senza mezzi termini «un attacco vergognoso e vigliacco ai danni di tutta la comunità studentesca della nostra scuola». Anche Mario Rusconi, a capo dell’Associazione nazionale presidi di Roma, ha chiesto interventi decisi per aumentare la sicurezza degli edifici scolastici capitolini, proponendo il potenziamento dei sistemi di allarme e l’installazione di nuove tecnologie di videosorveglianza esterna per prevenire ulteriori episodi di questo tipo.
M.M.