
Roma, nel 2025 la Capitale è la meta preferita degli investitori globali
Roma non è stata costruita in un giorno, ma a giudicare dai dati del 2025, sembra che il mondo intero abbia deciso di comprarne un pezzetto nello stesso pomeriggio. La Capitale sta vivendo un momento di grazia senza precedenti per quanto riguarda il mercato del mattone, registrando una crescita record della domanda internazionale che la proietta in cima alle classifiche nazionali. Secondo le ultime rilevazioni fornite dal portale specializzato Gate-away.com, le richieste di acquisto provenienti dall’estero sono aumentate del 44,7 per cento rispetto all’anno precedente. Si tratta di un risultato straordinario che distacca nettamente le altre grandi metropoli italiane, confermando come il fascino della Città Eterna sia più magnetico che mai per chi cerca un investimento sicuro o una residenza di prestigio.
A guidare questa carica verso il centro storico e i quartieri più esclusivi sono ancora una volta gli Stati Uniti, che si confermano il primo mercato di riferimento con oltre il 28 per cento delle richieste totali. Tuttavia, la vera sorpresa del 2025 riguarda gli stranieri già residenti in Italia, i quali hanno quasi raddoppiato il loro interesse per il mercato capitolino con un incremento annuo che supera l’81 per cento. La geografia degli investitori si sta diversificando rapidamente, vedendo protagonisti non solo i classici acquirenti dal Regno Unito, dalla Francia o dalla Spagna, ma anche flussi crescenti provenienti da India e Canada. Questa nuova ondata di visibilità non è frutto del caso, ma di una precisa congiuntura storica e amministrativa che ha restituito centralità alla città nel panorama globale.
A spiegare le ragioni profonde di questo fenomeno è Antonio Ciucci, presidente di Ance Roma-Acer, il quale sottolinea come la trasformazione urbana in atto sia il vero motore del cambiamento. «Roma sta vivendo una nuova fase di visibilità a livello internazionale. I grandi eventi, gli investimenti pubblici sulla città, sia quelli derivanti dal Giubileo che dal Pnrr, e i progetti di trasformazione urbana hanno rafforzato l’immagine della Capitale. Si rafforzano così anche le condizioni per una maggiore attrattività immobiliare, osservata oggi con maggiore interesse da investitori privati, sia italiani che stranieri». Questa percezione di una città in movimento, capace di rinnovarsi pur mantenendo la sua anima millenaria, ha rassicurato i grandi capitali che ora guardano a Roma con la stessa fiducia che solitamente si riserva a Londra o Parigi.
Analizzando le tipologie di immobili più ricercati, emerge una netta preferenza per gli appartamenti, che coprono quasi la metà delle preferenze totali, seguiti dagli attici e dai locali commerciali. Ma è il segmento del lusso a mostrare i muscoli: oltre un quarto delle richieste totali riguarda immobili con un valore superiore al milione di euro, una fascia di mercato che è cresciuta del 50,52 per cento in un solo anno. Il valore medio degli immobili cercati in città ha raggiunto la cifra impressionante di 1.149.020 euro, posizionando Roma tra i mercati urbani più costosi e ambiti d’Italia. Gli investitori internazionali non cercano però ruderi da ristrutturare, ma prediligono la comodità: oltre l’83 per cento delle ricerche si concentra su case già ristrutturate o immediatamente abitabili, preferibilmente con metrature generose che superino i 120 metri quadrati.
Questa dinamica non rappresenta solo un successo per il settore delle compravendite, ma è un segnale di fiducia strutturale che coinvolge l’intera economia cittadina. Il settore delle costruzioni vede in questi numeri la possibilità di una crescita duratura, a patto che il trend venga gestito con intelligenza. In merito alla necessità di una guida strategica per questo boom, Ciucci ha evidenziato: «per noi costruttori romani è un indicatore concreto di fiducia nel futuro della città ed è per questo che riteniamo sia fondamentale accompagnare questa dinamica con visione e regole chiare, auspicando il costante coinvolgimento del nostro settore, chiave nell’economia della città, per consolidare una crescita duratura, al pari di altre grandi capitali».