
Roma, mobilitazione bibartisan in Parlamento contro i siti sessisti

Nonostante le differenze politiche e culturali, in Parlamento prende forma un fronte comune: quello del partito delle donne, un’alleanza trasversale tra deputate e senatrici di maggioranza e opposizione, unite dalla volontà di dare risposte concrete dopo lo scandalo del sito sessista Phica.eu. Tra le vittime del forum, che per vent’anni ha schedato e umiliato donne, ci sono anche leader di partito, ministre e parlamentari.
L’obiettivo condiviso è contrastare l’odio digitale e prevenire nuove forme di violenza in rete, con il supporto anche di molti parlamentari uomini. «La barbarie del terzo millennio va fermata», ha dichiarato la ministra per le Pari opportunità Eugenia Roccella, annunciando un potenziamento del monitoraggio e la segnalazione immediata dei casi alla magistratura.
In Parlamento sono già allo studio diversi disegni di legge. Tra i più avanzati, quello a prima firma della meloniana Lavinia Mennuni e della democratica Simona Malpezzi, già presentato alla Camera da Marianna Madia, che punta a regolamentare l’accesso dei minori alle piattaforme digitali con strumenti di age verification e maggiori garanzie sulla profilazione dei dati. Il testo, condiviso da tutti i gruppi, attende ora il parere della Commissione europea.
Nel frattempo, arrivano altre proposte: pene più severe per chi diffonde immagini senza consenso, obbligo di identità digitale per navigare sul web, stop immediato ai siti con contenuti illeciti e procedure d’urgenza per oscurare forum sessisti. Forza Italia ha già depositato un ddl, a firma di Maurizio Gasparri e Pierantonio Zanettin, che mira a stabilire responsabilità oggettive per le piattaforme che ospitano contenuti violenti.
Dopo la lettera di un gruppo di parlamentari dem, la presidente della commissione d’inchiesta sui femminicidi Martina Semenzato ha annunciato l’apertura di un filone di indagine sull’odio online contro le donne. «La violenza cambia forma e assume anche una veste digitale. È necessario riflettere sul ruolo di chi gestisce questi forum e sulla responsabilità dei social», ha dichiarato.
Parallelamente, si pensa a un ciclo di audizioni e a emendamenti governativi da inserire nei testi già in discussione per rendere le norme più incisive e dotare le istituzioni di nuovi strumenti repressivi.
Sul fronte giudiziario, la Procura di Roma è pronta ad aprire un fascicolo contro i gestori dei siti sessisti, sulla base delle informative richieste alla polizia postale. L’aumento di denunce ed esposti potrebbe presto portare anche altre procure ad attivarsi.
Intanto, dal mondo dei media, arriva un appello alla coesione. La consigliera Rai Simona Agnes ha espresso solidarietà alle giornaliste colpite, ribadendo: «Dobbiamo unirci, istituzioni, aziende, media e piattaforme in uno sforzo comune per proteggere le persone e prevenire nuovi episodi di violenza digitale».