
Roma, Magliana tra roghi tossici e degrado: la rivolta dei residenti

Alla Magliana, quartiere popoloso di Roma, da mesi i residenti convivono con un’emergenza sanitaria che nulla ha a che fare con una pandemia come nel 2020: le mascherine vengono indossate non per proteggersi dal virus, ma per difendersi dall’odore acre e nauseabondo dei roghi tossici. Sotto il viadotto e nelle aree verdi del territorio, nomadi e senzatetto bruciano rifiuti per disfarsene, generando un inquinamento che spaventa e limita la vita quotidiana delle famiglie. Ai roghi si aggiungono episodi di degrado come borseggi, accattonaggio e rovistamenti nei cassonetti, rendendo difficile anche una semplice passeggiata serale. Tanto che in molti finivano per rinunciarvi.
Alla fine, stanchi di subire passivamente, gli abitanti hanno dato vita a comitati e associazioni che presidiano il quartiere, segnalano incendi e vandalismi a polizia e carabinieri e si occupano di ripulire le aree dai rifiuti per prevenire nuovi incendi. Iniziative civiche che hanno portato anche a un esposto in procura presentato dal consigliere municipale Marco Palma (FI), dopo l’ennesimo rogo divampato il 3 agosto in via Asciano, zona interessata da lavori di messa in sicurezza del Tevere.
Gli abitanti denunciano che dietro ai ripetuti incendi potrebbe nascondersi un vero e proprio sistema criminoso di smaltimento illecito dei rifiuti. Non a caso, la Regione Lazio ha avviato da giugno una bonifica straordinaria lungo gli argini del fiume: sono stati rimossi 150 metri cubi di immondizia e sfalciati 50 mila metri quadrati di vegetazione, nel tentativo di prevenire gli abbandoni di rifiuti e nuovi maxi roghi che negli ultimi anni hanno rilasciato polveri e diossina oltre i limiti dell’Oms. L’operazione, attesa alla conclusione nelle prossime settimane, rientra in un piano di sicurezza ambientale più ampio.
Ma alla Magliana il problema non è solo ambientale. Oltre agli accampamenti abusivi, il territorio è segnato da episodi di criminalità diffusa, tra spaccio di droga, rapine e agguati. Per contrastare questo degrado, i cittadini hanno fondato il nuovo comitato “Magliana contro il degrado”. «I figli di questo quartiere hanno lo stesso diritto alla salute di tutti. Non è tollerabile che poche decine di persone tengano in scacco più di 35mila cittadini», denuncia il presidente Paolo Rendina. Parallelamente, scuole e associazioni locali hanno avviato progetti educativi e sportivi gratuiti, dal calcio alla pallavolo sociale, per offrire ai giovani alternative alla strada e promuovere la cultura della legalità.
La Magliana, dunque, prova a reagire. Tra bonifiche ambientali, controlli, denunce e iniziative civiche, il quartiere si mobilita per difendere il proprio diritto alla sicurezza e a una vita dignitosa.