
Roma, l’igiene urbana diventa “data-driven”: il Piano «100 Città» e la sfida con le grandi metropoli italiane
Con l’introduzione della piattaforma digitale UCRONIA e del GeoDigital Twin, AMA riorganizza lo spazzamento e la raccolta sui nuovi fabbisogni dei quartieri. Un passo avanti tecnologico verso gli standard di Milano e Bologna.
La gestione dei rifiuti e del decoro urbano a Roma volta pagina puntando su dati, digitalizzazione e monitoraggio in tempo reale. Con il lancio e l’avvio operativo del Piano «100 Città», AMA introduce un modello di programmazione concepito per adattare i servizi di pulizia all’evoluzione urbanistica e demografica dei diversi quartieri della Capitale, con una forte attenzione al riscatto delle periferie.
1. Il Piano «100 Città»: spazzamento record e supporto tecnologico
I primi numeri del 2026 mostrano un cambio di passo operativo nello spazzamento meccanizzato, concentrato soprattutto nelle aree periferiche storicamente meno servite:
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I risultati del primo semestre: Tra gennaio e giugno 2026 sono stati spazzati 6.463 chilometri di strade.
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Obiettivo a fine anno: Raggiungere la quota complessiva di circa 11.000 chilometri spazzati, stabilizzandosi su una media di 770 km al mese.
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La svolta tecnologica con UCRONIA: Alla base della programmazione c’è la piattaforma digitale UCRONIA (Utility, Circular Economy, Real-time, Operation, Navigation, Integration Assets). Sfruttando un GeoDigital Twin (gemello digitale) di Roma, il sistema incrocia i dati territoriali in tempo reale per correggere i disservizi e riprogrammare i percorsi dei mezzi in base alle criticità rilevate.
L’iniziativa si inserisce in una riorganizzazione più ampia definita dall’Assessore all’Ambiente Sabrina Alfonsi e dal Presidente di AMA Bruno Manzi, che prevede anche il completamento dei cassonetti stradali per la differenziata e l’estensione della raccolta di rifiuti speciali (RAEE, tessili e oli esausti).
2. Confronto Panoramico: Come si muovono le altre città italiane?
L’adozione di piattaforme predittive e la riorganizzazione data-driven posizionano il nuovo corso di AMA all’interno di un trend già avviato in altre grandi realtà urbane italiane.
| Città | Gestore | Modello di Innovazione e Tecnologie Utilitate | Punti di Forza / Sfide Principali |
| Roma | AMA | GeoDigital Twin (UCRONIA), pianificazione predittiva e bilanciamento periferie. | Sfida: Complessità dell’estensione territoriale; transizione verso la chiusura del ciclo dei rifiuti. |
| Milano | Amsa (Gruppo A2A) | Mezzi 100% tracciati con GPS, algoritmi di ottimizzazione percorsi, spazzamento notturno integrato con app PULIamo. | Forza: Oltre il 62% di raccolta differenziata, capillarità del servizio e decoro costante. |
| Bologna | Hera | Cassonetti intelligenti con apertura tramite Carta Smeralda, tracciamento del conferimento puntuale. | Forza: Coinvolgimento attivo del cittadino e tariffe puntuali (paghi per quello che indifferenzi). |
| Napoli | Asia | Telecontrollo della flotta, progressiva estensione del “porta a porta” e nuovo piano spazzamento per municipalità. | Sfida: Disomogeneità tra centro storico e periferie; potenziamento dell’impiantistica. |
3. L’Analisi: La tecnologia basta a colmare il divario?
L’adozione di un GeoDigital Twin da parte di AMA rappresenta un salto di qualità concettuale indispensabile: passare da una pulizia “a calendario fisso” (spesso inefficiente) a interventi flessibili basati sulle reali esigenze del territorio è lo standard utilizzato con successo dalle principali utility europee.
Tuttavia, rispetto a realtà come Milano o Bologna, la sfida di Roma resta legata a due nodi strutturali:
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L’Estensione del Territorio: Roma ha un’superficie comunale pari a quella delle otto principali città italiane messe insieme. La tecnologia aiuta a pianificare, ma richiede un numero adeguato di mezzi e personale per coprire i chilometri previsti.
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L’Impiantistica di Supporto: La digitalizzazione dello spazzamento e della raccolta è efficace se supportata da una rete efficiente di impianti di smaltimento e riciclo a chilometro zero, riducendo la dipendenza dal trasferimento dei rifiuti fuori regione.
Se integrato con il nuovo contratto di servizio e con la realizzazione degli impianti previsti, il Piano «100 Città» potrebbe segnare l’inizio di una convergenza reale della Capitale verso le best practice nazionali di igiene urbana.