
Roma, il sostegno alla madre di Marco Zampilli: raccolti già 70mila euro

A dieci giorni dalla tragica morte di Marco Zampilli, il tifoso giallorosso e barman romano morto folgorato durante una vacanza in Salento, non si ferma l’ondata di solidarietà. Gli amici hanno avviato subito una raccolta fondi su GoFundMe per aiutare la madre Silvana, rimasta sola dopo la perdita del marito Marcello pochi mesi fa e ora colpita da un nuovo dolore devastante. Le donazioni hanno già raggiunto i 70mila euro e l’obiettivo è arrivare presto a quota 100mila, grazie al contributo di tanti cittadini e dei tifosi della Roma, comunità che Marco frequentava con passione dalla Curva Sud dell’Olimpico.
La solidarietà si è trasformata anche in un momento collettivo di ricordo. Martedì sera, in occasione di quello che sarebbe stato il suo 42° compleanno, gli amici hanno riaperto simbolicamente le serrande del Ru.De., il cocktail bar che Zampilli aveva fondato con il socio Cristian a via dei Castani. Il locale, ormai chiuso, si è riempito di amici e conoscenti che hanno brindato, acceso fumogeni e cantato cori da stadio: «In onore del Boss».
«Il suo bar era un posto innovativo che aveva reso Centocelle migliore, regalando serate e sorrisi a tanti. Ora il quartiere non sarà più lo stesso senza di Marco», racconta una delle amiche più vicine. La serata è stata un’occasione per ricordare il suo sorriso e quella capacità di far sentire tutti a casa, tratto distintivo della sua personalità.
Il legame con la Roma è stato ancora una volta evidente. Sabato scorso, alla prima partita di campionato, la madre Silvana è stata accolta sugli spalti della Curva Sud, proprio nel settore dove il figlio era solito tifare. Indossava una maglia giallorossa con il numero 10 e il nome Marco. I tifosi l’hanno stretta in un abbraccio corale, cantando insieme a lei per tutta la partita. Un gesto che ha commosso l’intero stadio e che ha dato a Silvana la forza di affrontare il dolore.
La memoria di Marco continua a vivere anche attraverso le tante testimonianze raccolte sui social e nelle donazioni da ogni parte d’Italia. «Era un visionario, un innovatore. Attaccatissimo al suo lavoro che sapeva fare davvero bene», lo ricorda chi aveva partecipato a una delle sue masterclass. La sua improvvisa scomparsa lascia un vuoto enorme, ma anche la consapevolezza che il suo ricordo continuerà a unire amici, quartiere e tifosi in un unico grande abbraccio.