
Roma, il piano del Nas contro le droghe sintetiche
Il fenomeno delle cosiddette smart drugs, che il grande pubblico ha imparato a conoscere attraverso la narrazione cinematografica di una banda di ricercatori precari, si è oggi trasformato in una realtà criminale e sanitaria di estrema gravità. Attualmente queste sostanze vengono identificate con la denominazione tecnica di Nuove sostanze psicoattive, note con l’acronimo Nps, e rappresentano una vasta gamma di composti chimici progettati appositamente per replicare gli effetti dei narcotici tradizionali. La particolarità di queste droghe risiede nella continua manipolazione delle loro strutture molecolari, un processo che permette ai produttori di eludere temporaneamente le normative vigenti e di vendere i prodotti come se fossero legali. Questa complessa sfida investigativa vede in prima linea i carabinieri del Nas di Roma, i quali operano sotto il coordinamento del dipartimento della Procura capitolina dedicato alla criminalità diffusa e grave.
Nel corso dell’ultimo anno, l’attività dei militari si è concentrata in modo particolare sugli scali aeroportuali della capitale, dove sono stati effettuati ben 85 sequestri di spedizioni provenienti dall’estero. Il bilancio complessivo parla di quasi due chilogrammi di sostanze rinvenute sotto forma di cristalli, polveri e compresse decorate con grafiche studiate per attirare l’attenzione degli acquirenti. Sebbene la quantità in peso possa sembrare contenuta, l’analisi del dosaggio rivela la reale portata del pericolo: considerando che una singola dose media pesa tra i 20 e i 100 milligrammi, il materiale sequestrato avrebbe potuto immettere sul mercato una quantità compresa tra le 10mila e le 90mila dosi individuali. Le rotte di questo traffico partono principalmente dai Paesi Bassi, per poi transitare attraverso Polonia, Repubblica Ceca, Germania, Gran Bretagna e Austria, prima di giungere a destinazione a Roma.
La genesi di queste sostanze si trova però molto lontano dai confini europei, precisamente in Asia, che rappresenta il polo mondiale della produzione chimica delle Nps. Qui, laboratori industriali sono in grado di sintetizzare nuove molecole su specifica richiesta dei committenti. Una volta giunti in Europa, i composti vengono lavorati in piccoli laboratori clandestini per essere tagliati, aromatizzati e infine etichettati in modo ingannevole. Per superare i controlli e nascondere la reale natura del contenuto, le spedizioni vengono spesso dichiarate come «sali da bagno», «incensi» o «fertilizzanti per piante». Si tratta di un escamotage sistematico che tenta di trasformare una sostanza letale in un articolo di uso quotidiano, rendendo estremamente difficile l’individuazione da parte delle autorità, nonostante la costante evoluzione delle tecniche di indagine impiegate per contrastare le reti criminali che cambiano frequentemente la composizione molecolare dei prodotti.
Tra i ritrovamenti più inquietanti degli ultimi mesi figurano gli oppioidi sintetici come il desmetiltramadolo, appartenente alla famiglia del Fentanyl e tristemente noto come «droga degli zombie». Il primo sequestro di questa molecola a Roma risale allo scorso settembre, quando la sostanza non era ancora stata inserita nelle tabelle ufficiali degli stupefacenti. A questa si aggiunge la Xilazina, un potente sedativo ipnotico sequestrato per la prima volta nel dicembre del 2024, e i catinoni sintetici, capaci di imitare gli effetti devastanti di cocaina, anfetamine o Mdma. La diffusione di queste droghe avviene prevalentemente attraverso il dark web, rendendole facilmente accessibili anche ai più giovani. Oltre all’alto rischio di overdose, l’assunzione di Nps comporta conseguenze fisiche irreversibili, tra cui danni neurologici permanenti e gravi patologie a carico di reni e fegato, rappresentando una vera e propria emergenza per la salute pubblica che richiede una vigilanza costante e un aggiornamento continuo delle procedure di sicurezza.
M.M.