
Roma, il gelo dell’Olimpico: eliminazione e contestazione della Curva Sud
La notte dell’Olimpico, che doveva rappresentare il palcoscenico della riscossa giallorossa, si è trasformata in un gelido spartiacque stagionale. Non è stata solo l’amarezza per un’eliminazione maturata proprio quando i calci di rigore sembravano l’unico orizzonte possibile, ma il dolore profondo di sentirsi respinti dal proprio cuore pulsante. Il gol di Cambiaghi, arrivato a dieci minuti dalla fine dei tempi supplementari, ha buttato la Roma fuori dall’Europa League e innescando una reazione durissima da parte della Curva Sud. Al termine del match, il settore più caldo del tifo non si è limitato ai soliti fischi di disappunto, ma ha inviato un segnale inequivocabile alla squadra, intimando ai calciatori di rientrare direttamente negli spogliatoi senza nemmeno provare ad avvicinarsi per il consueto saluto sotto la curva.
Si tratta dell’ennesima delusione di un 2026 che era iniziato con ben altre premesse. Dopo un avvio di stagione esaltante, la formazione di Gian Piero Gasperini sembra essersi arenata in un deserto di assenze e stanchezza fisica, aggravato da una rosa che si sta rivelando troppo corta per sostenere il doppio impegno. I recenti passi falsi contro Juventus e Como avevano già compromesso la rincorsa al quarto posto in campionato, con la Roma attualmente scivolata in sesta posizione, ma l’uscita dalla coppa aggiunge un carico di negatività difficile da smaltire in vista dello sprint finale. Bryan Cristante, apparso visibilmente provato nel post-partita, ha cercato di analizzare il clima di rottura con la tifoseria: «la reazione del pubblico? Siamo tutti delusi di essere usciti, loro l’hanno fatta sentire così. Volevamo passare, è dura perché l’avevamo ripresa e la stavamo interpretando nel modo giusto. Invece andiamo a casa noi ».
Anche il capitano Lorenzo Pellegrini ha affidato alle telecamere il proprio sconforto, parlando di una settimana psicologicamente devastante per tutto l’ambiente di Trigoria. Il numero sette giallorosso ha provato a guardare oltre il risultato immediato, sottolineando come l’attaccamento alla maglia debba restare un valore fermo nonostante le avversità: «l’ultima settimana è stata dura. Dobbiamo ritrovare la forza adesso, anche se oggi è difficile. Oggi comunque ci sono tanti buoni spunti, come la reazione della squadra e l’abnegazione messa in campo. L’orgoglio te lo riempie portare una maglia così, non le vittorie o le sconfitte. Oggi c’è tanta delusione, abbiamo provato a fare di tutti. Ci sono stati episodi in cui non siamo stati perfetti. Purtroppo è andata così».
Dalla panchina, Gian Piero Gasperini ha masticato amaro per una prestazione che, a suo dire, ha mostrato il volto duale della sua squadra: capace di sprazzi di grande calcio ma punita da errori individuali pesantissimi nelle fasi cruciali. Il tecnico ha evidenziato come la Roma sia stata costretta a una rincorsa perenne contro un Bologna solido e spietato, lamentando una gestione difensiva non sempre all’altezza delle aspettative. «E’ stata una partita molto avvincente, usciamo con grande rammarico. Abbiamo visto il meglio e il peggio di quello che potevamo fare. Il meglio quasi tutta la partita, il peggio le situazioni dei goal. Ci hanno messo nelle condizioni di dover sempre rimontare, nonostante avessimo fatto una grande prestazione contro una squadra come il Bologna. Un peccato aver fatto questi errori che ci sono costati i gol».
Il tecnico non ha però voluto infierire sui suoi uomini, ricordando quanto le emergenze strutturali abbiano pesato sul cammino europeo. La mancanza di alternative, specialmente in attacco, è diventata un limite invalicabile, costringendo i titolari a un superlavoro che ha presentato il conto nel momento decisivo: «è chiaro che se ti mancano 4-5 giocatori rispetto all’andata nello stesso reparto è evidente che soffri e patisci. Noi abbiamo trovato un Malen straordinario che ha alzato il livello dell’attacco rispetto all’andata, dove però avevamo più soluzioni. Nell’ultima settimana, se penso al Como e a oggi, non ho molto da dire ai miei giocatori. Hanno fatto una prestazione di livello. L’emergenza in attacco ce la trasciniamo da tanto: tra infortuni e l’impossibilità di arrivare ad alcuni giocatori sul mercato, i calciatori sono sempre stati straordinari». Resta ora da capire come la Roma saprà reagire a questo crollo che appare più emotivo che tecnico: c’è da conquistare un posto in campionato per le competizioni europee del prossimo anno.