
Roma, giro di vite sui borseggi: nel 2025 716 arrestati, di cui 73 minorenni
Secondo i dati diffusi sull’attività operativa dei Carabinieri nel corso del 2025, la lotta alla microcriminalità ha portato a risultati senza precedenti, con ben 716 arresti eseguiti in flagranza di reato o a seguito di indagini mirate. Questo numero impressionante si traduce in una media di quasi due borseggiatori assicurati alla giustizia ogni ventiquattr’ore, a cui si aggiungono oltre 600 denunce a piede libero.
Il profilo di chi compie questi reati è variegato e riflette una spartizione sistematica delle zone d’influenza tra diversi gruppi etnici e sociali. Tra i denunciati figurano 73 minori, un dato che evidenzia il coinvolgimento massiccio di giovani ladri, spesso appartenenti a comunità rom di seconda generazione. Le cronache descrivono giovani donne sempre curate nel vestire per confondersi tra la folla e spesso in stato di gravidanza, una condizione utilizzata come un vero e proprio scudo giuridico per evitare la custodia cautelare in carcere. Accanto a loro, si muovono bande composte da cittadini nordafricani e sudamericani, in particolare cileni, peruviani e cubani. Proprio questi ultimi gruppi si sono distinti negli ultimi tempi per un sensibile aumento della violenza utilizzata durante i colpi, non esitando a colpire i militari con calci e pugni per guadagnarsi la fuga.
Un episodio emblematico di questa nuova deriva aggressiva è avvenuto recentemente in piazza d’Aracoeli, a pochi passi da piazza Venezia. Una banda di quattro cittadini sudamericani ha derubato una turista canadese mentre saliva a bordo di un autobus, ma è stata immediatamente intercettata da due carabinieri in borghese. Ne è scaturita una violenta colluttazione che ha visto i malviventi scagliarsi contro i militari con ferocia, prima di essere definitivamente bloccati e arrestati. «I borseggiatori spesso sottovalutano la presenza dei militari dell’Arma che, mischiati tra la folla, agiscono per tutelare i cittadini», spiegano fonti investigative commentando i numerosi interventi effettuati. Nel solo 2025, si sono registrate sei risse scaturite da tentati furti, segno di un clima di tensione crescente che coinvolge non solo le forze dell’ordine ma anche le vittime e i passanti che tentano di reagire.
Le strategie adottate dai ladri sono diventate col tempo sempre più raffinate, abbandonando talvolta la semplice destrezza per passare a veri e propri raggiri orchestrati. Mentre un complice distrae il viaggiatore, magari attirando l’attenzione su un dettaglio del monumento che sta ammirando, l’altro entra in azione svuotando borse e zaini. I luoghi simbolo del turismo mondiale sono i più colpiti: dalla Fontana di Trevi a piazza Navona, fino al Colosseo, dove nell’ultimo anno sono stati eseguiti dodici arresti. La distrazione causata dalla bellezza di Roma diventa il miglior alleato dei criminali, che scelgono con cura i momenti di massima affluenza, come i fine settimana, le festività o i grandi eventi musicali e sportivi.
Per quanto riguarda il trasporto pubblico, la linea A della metropolitana rimane la più bersagliata, con le fermate di Spagna, Flaminio, Termini e Ottaviano in cima alla lista delle zone a rischio. Anche le linee di superficie giocano un ruolo cruciale: gli autobus 64 e 40, fondamentali per il collegamento tra la stazione Termini e l’area del Vaticano, sono costantemente monitorati dalle pattuglie in borghese. Lo stesso vale per la linea H che attraversa piazza Venezia, dove ogni giorno migliaia di visitatori si accalcano ignari del pericolo. Nonostante l’organizzazione sempre più meticolosa delle bande, la sorveglianza costante dei militari mira a rompere questo senso di impunità, ricordando che tra la folla di potenziali prede può sempre nascondersi chi è pronto a far scattare le manette.
M.M.