
Roma, difesa digitale: inaugurato all’Eur il nuovo centro di cybersecurity
In una sala tecnologicamente avanzata, schermi luminosi scorrono in modo frenetico analizzando montagne di e-mail sospette, flussi di dati anomali e grafici che si aggiornano con precisione chirurgica in tempo reale. In questo scenario si muovono dieci operatori altamente qualificati, moderni guardiani impegnati a contrastare una criminalità invisibile che colpisce ovunque, silente ma devastante, la cui pericolosità viene percepita spesso solo quando i sistemi collassano. Parliamo del cybercrime, un universo di reati digitali che viaggia attraverso la rete tra false comunicazioni, messaggi ingannevoli e il famigerato phishing, minando la stabilità delle infrastrutture pubbliche.
Fino a pochissimo tempo fa, la gestione delle migliaia di segnalazioni e dei tentativi di frode che bersagliavano gli oltre 14.500 dispositivi degli utenti di Roma Capitale era affidata a personale distribuito in uffici diversi, frammentando l’efficacia della risposta. Da ieri, questa criticità è stata superata con la nascita di un dipartimento dedicato, inaugurato ufficialmente presso la sede della Città metropolitana all’Eur. Si tratta di una struttura pionieristica, la prima nel suo genere per un ente locale, denominata C-Soc, acronimo di Converged Security Operations Center. Il quartier generale della sicurezza online si estende su circa 200 metri quadrati e rappresenta un presidio fondamentale che garantisce, come sottolineato dalla direttrice del Dipartimento Cybersecurity e Privacy di Roma Capitale, Nicla Ivana Diomede, un «monitoraggio continuo di tutto ciò che accade» sulla rete.
L’obiettivo primario è svolgere un’attività incessante di investigazione e correlazione delle informazioni per «reagire in modo tempestivo a tutte le minacce» telematiche e assicurare la continuità dei servizi essenziali. La protezione non riguarda esclusivamente i dipendenti capitolini, ma si estende a ogni singolo cittadino che usufruisce quotidianamente di portali istituzionali, dall’anagrafe digitale al sistema delle biblioteche. I numeri presentati durante l’inaugurazione chiariscono l’entità della sfida: nel corso del 2025, anno caratterizzato dalla pressione del Giubileo, la capitale ha registrato cifre da capogiro. Il sindaco Roberto Gualtieri ha infatti rivelato che sono stati 20,7 i milioni di minacce bloccati dai sistemi di protezione, con oltre 20.000 siti malevoli oscurati e 117 attacchi diretti al portale istituzionale, di cui 49 classificati come altamente critici.
La routine di questi professionisti è scandita da una vigilanza ferrea. Soltanto nell’ultima settimana sono state intercettate e neutralizzate 289 e-mail anomale ed è stato respinto un attacco mirato a compromettere proprio i sistemi bibliotecari. Quando la minaccia supera i livelli di guardia ordinari, entrando nel campo dei disastri informatici capaci di paralizzare interi enti, il centro dispone della Sala crisi cibernetica. È un luogo di coordinamento supremo che Diomede spera di «utilizzare il meno possibile», dove le componenti operative e decisionali si riuniscono per evitare il collasso dei sistemi. Per l’amministrazione, questo traguardo è parte di un percorso iniziato quattro anni fa che mira a integrare pienamente Roma Capitale con la Città metropolitana e le società partecipate, creando un ecosistema digitale blindato.
Il direttore della polizia postale, Ivano Gabrielli, ha ricordato quanto sia fondamentale un approccio sistemico, poiché la criminalità informatica odierna agisce in stretta sinergia con la criminalità organizzata e il terrorismo. Secondo Bruno Frattasi, direttore dell’Agenzia per la sicurezza nazionale, il nuovo dipartimento è lo strumento necessario per proiettare Roma nel futuro delle smart cities, un concetto ribadito anche dal prefetto Lamberto Giannini, il quale vede nella capitale una città moderna capace di preservare il proprio cammino grazie a presidi di sicurezza così avanzati. La sfida al cybercrime è appena entrata in una nuova fase, dove la tecnologia più sofisticata si pone al servizio della resilienza urbana.