
Roma, colpo contro il narcotraffico: in manette tre membri del clan degli albanesi
Un controllo stradale apparentemente ordinario si è trasformato in un’importante operazione di contrasto al narcotraffico nel cuore dei Castelli Romani. Lungo via Fontana delle Fosse, nel territorio comunale di Velletri, una pattuglia dei carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile ha notato una Mercedes Glc che procedeva a velocità sostenuta nonostante fossero le 4 del mattino. A catturare l’attenzione dei militari è stata in particolare la presenza di una targa di prova, dettaglio che ha spinto gli operanti a intimare l’alt per una verifica più approfondita. All’interno dell’abitacolo si trovavano tre persone: due uomini di origini albanesi di 39 anni, Elio Elezi e Ervis Minga, accompagnati da una ragazza italiana di 24 anni, compagna di uno dei due e fino a quel momento priva di precedenti penali.
L’ispezione del veicolo ha permesso di rinvenire, occultati sotto il sedile del passeggero, due panetti di cocaina del peso di 50 grammi ciascuno. Oltre allo stupefacente, i carabinieri hanno sequestrato un bilancino di precisione e la somma in contanti di 400 euro. Nonostante la droga fosse semplicemente appoggiata e non sistemata in doppi fondi artigianali, la qualità della sostanza è apparsa subito molto elevata. Nel corso dell’udienza di convalida celebrata con rito direttissima, uno dei due uomini ha scelto di assumersi l’intera paternità del carico, mentre gli altri due occupanti si sono avvalsi della facoltà di non rispondere rimanendo in silenzio davanti al giudice.
Le indagini dei militari si sono subito allargate al contesto criminale di riferimento, poiché sia Elezi che Minga risultano già noti per reati specifici e gravitanti in orbite della malavita locale già censite in passato. Il territorio di Velletri emerge ancora una volta come uno snodo cruciale per gli equilibri dei gruppi che dai Castelli hanno cercato negli anni di scalare le gerarchie della criminalità romana. I nomi degli arrestati richiamano contesti legati a figure di spessore come quelle di Elvis Demce ed Ermal Arapaj, protagonisti in passato di violenti conflitti per il controllo delle piazze di spaccio. Gli accertamenti ora si concentrano anche sul proprietario della concessionaria che ha fornito l’auto, una figura già nota alle forze dell’ordine su cui sono in corso verifiche tecniche.
Questo sequestro si inserisce in un clima di forte tensione nella zona, segnato solo pochi giorni fa dalla gambizzazione del cugino di Demce, un uomo di 40 anni ferito mentre rientrava dal lavoro. Sebbene le perquisizioni domiciliari eseguite dopo l’arresto dei tre sulla Mercedes abbiano dato esito negativo, la pista principale seguita dagli inquirenti resta quella di un unico filo conduttore legato agli stupefacenti. Il ferimento del quarantenne, inizialmente ipotizzato come conseguenza di dissidi interni alla gestione di una sala scommesse, sembra ora riconducibile a questioni di più alto cabotaggio criminale. L’agguato, pur potendo essere mortale, è stato interpretato come un avvertimento diretto, sebbene la vittima, ascoltata nuovamente dopo le dimissioni dal policlinico di Tor Vergata, non abbia fornito dettagli utili ai carabinieri. L’attività investigativa prosegue ora per risalire ai canali di approvvigionamento della cocaina sequestrata.
M.M.