
Roma, arrestata la banda che adescava e rapinava i clienti sulla Togliatti
Sgominata una banda che agiva sulla Togliatti, adescando le vittime con una donna che si prostituiva lungo la strada per poi rapinare e minacciare i malcapitati clienti. Il gruppo, composto da una donna italiana di quarant’anni e da due complici di origine africana, aveva messo a punto un sistema collaudato per colpire uomini in cerca di prestazioni sessuali, sfruttando la vulnerabilità del momento e, in molti casi, la successiva vergogna delle vittime che spesso rinunciavano a sporgere denuncia per evitare lo stigma sociale.
Il meccanismo dell’agguato era tanto semplice quanto efficace: la donna attirava i potenziali clienti lungo i marciapiedi della Togliatti, concordava il prezzo della prestazione e, una volta salita a bordo della loro automobile, li conduceva con l’inganno in zone appartate e poco illuminate. In quel frangente, quando il cliente si trovava in uno stato di semi-nudità e dunque impossibilitato a reagire prontamente, apparivano improvvisamente dall’oscurità i due complici stranieri. Armati e aggressivi, i due uomini prendevano d’assalto l’abitacolo per rapinare la vittima di ogni bene in suo possesso. Tuttavia, l’ultimo colpo tentato dalla banda ha segnato la fine della loro libertà grazie alla reazione inaspettata di un giovane di trent’anni.
L’episodio risale allo scorso 29 dicembre, quando il ragazzo, nonostante la minaccia imminente, ha trovato la forza di affrontare il terzetto. La violenza scatenata dai rapinatori in quell’occasione è stata di inaudita ferocia, tanto che l’uomo è stato colpito ripetutamente alla testa con diversi fendenti di coltello. Durante l’aggressione, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la stessa complice italiana, spaventata dalla deriva sanguinaria dei suoi compagni, avrebbe cercato di mediare esortando la vittima a cedere: «Dai loro i soldi o ti uccideranno». Nonostante le ferite riportate e la copiosa perdita di sangue, il trentenne è riuscito miracolosamente a mettere in moto la propria vettura e a dileguarsi, raggiungendo successivamente un ospedale dove i medici gli hanno diagnosticato una prognosi di venti giorni.
La denuncia dettagliata fornita dalla vittima ha permesso agli agenti di polizia di avviare una serie di appostamenti mirati proprio nei luoghi frequentati dalla banda. Durante le ricerche è stato anche recuperato il coltello utilizzato per il ferimento, un’arma con una lama di 20 centimetri. La svolta è arrivata venerdì scorso, quando una volante della polizia ha individuato, nei pressi dei binari della Togliatti, una donna e uno straniero di origine africana in atteggiamento sospetto, come se fossero in attesa di una nuova preda. I due sono stati immediatamente bloccati e successivamente riconosciuti senza ombra di dubbio dalla vittima dell’aggressione di dicembre.
Mentre la donna è stata condotta nel carcere di Rebibbia e il suo complice a Regina Coeli con le accuse di rapina aggravata e lesioni, le indagini proseguono per catturare il terzo componente della banda, che sarebbe comunque già stato identificato. Gli inquirenti sono convinti che il gruppo abbia colpito numerose altre volte con le medesime modalità seriali, sospetto avvalorato dal fatto che l’uomo arrestato è un tossicodipendente con diversi precedenti penali. Al momento, gli investigatori stanno esaminando i filmati delle telecamere di sorveglianza della zona e i tabulati telefonici degli arrestati per mappare tutti i loro spostamenti e accertare la responsabilità in altri episodi di cronaca rimasti finora sommersi dal silenzio delle vittime.
M.M.