
Roma agli ottavi di EL: Gasperini in ansia per l’infortunio di Dybala
La missione ad Atene è stata compiuta con il minimo sforzo necessario ma con una dose massiccia di resilienza che conferma la crescita caratteriale del gruppo guidato da mister Gasperini. Nonostante una formazione ampiamente rimaneggiata e infarcita di riserve, ai giallorossi è bastato un pareggio per staccare il pass diretto verso gli ottavi di finale, evitando le insidie dei playoff di Europa League. Si tratta di un traguardo storico che ribadisce la dimensione internazionale del club: per il decimo anno consecutivo la Roma supera la fase a gironi di una competizione europea, un primato di continuità che non ha eguali tra le altre formazioni italiane. Il tecnico, che già alla vigilia aveva chiarito come la priorità attuale fosse il campionato, ha accolto con soddisfazione il risultato, pur non mostrandosi affatto spaventato dall’eventualità di dover disputare i turni supplementari.
Secondo l’allenatore, infatti, il ritmo serrato delle competizioni non rappresenta un ostacolo alla crescita, bensì un volano per migliorare la qualità del gioco e la coesione del gruppo. «Attraverso le gare siamo cresciuti non guardando gli altri – ha commentato Gasp ai microfoni di Sky. – Giocando tante partite siamo migliorati A volte sento cose esagerate, come se non fossimo andati agli ottavi sarebbe stata una sconfitta. Per me giocare due partite in più non era un problema, anzi sarebbe stata l’occasione per allargare la rosa. Il problema sono gli infortuni: quando giochi tanto ti capitano più problemi muscolari e questo è l’unico aspetto negativo, mancano degli elementi nei momenti decisivi e se non hai una rosa adeguata fatichi. Fosse per me giocherei molto di più, ma allenerei meno. Anche i giocatori a volte preferiscono giocare piuttosto che allenarsi. I miei allenamenti? Ora sono diventato buonissimo, giochiamo ogni tre giorni… che cosa vuoi allenare?».
La sfida in terra greca è stata condizionata pesantemente dall’inferiorità numerica che ha costretto la squadra a giocare quasi l’intero match in dieci uomini. Eppure, la risposta collettiva è stata di alto livello, con giocatori schierati in ruoli inediti e difensori chiamati a operare in zone offensive per necessità tattica. Gasperini ha voluto sottolineare la prova di forza dei suoi uomini definendo il «Pareggio importante per l’autostima perché è arrivato dopo una gara in 10, con una formazione inedita e con dei difensori in attacco. I primi 15 minuti ho contato 4 situazioni pericolose e dovevamo essere più cinici, in undici avremmo visto un’altra partita. Siamo entrati in campo con personalità e volevamo attaccare con più uomini anche senza punte. Sono stati bravi anche con i ruoli stravolti ma tutti conoscono il ruolo di tutti e per me è una grande soddisfazione». Sulle prospettive future e sulla possibilità di alzare il trofeo a marzo, il mister ha preferito mantenere il consueto profilo basso: «Non so se siamo tra le favorite. Giochiamo e vediamo».
Tuttavia, le notizie meno rassicuranti arrivano dall’infermeria, con il fiato sospeso per le condizioni di Paulo Dybala. L’attaccante argentino si sottoporrà oggi ad accertamenti strumentali per valutare l’entità di un problema al ginocchio che agita i sogni dei tifosi. Gasperini non ha nascosto la sua preoccupazione: «Non sono così fiducioso per Udine, ma spero che recuperi molto presto perché è fondamentale per noi e per Malen. Koné? Preoccupa». Se da un lato si attende il verdetto per la Joya, dall’altro si registrano i rientri imminenti di Hermoso, pronto a tornare in gruppo, e di El Shaarawy. Note liete arrivano anche dai giovani, con l’ottima prova di Ziolkowski e il debutto del baby Della Rocca, oltre alla prima presenza di Pierluigi Gollini tra i pali. Proprio sul portiere, il tecnico ha speso parole sincere ricordando i trascorsi burrascosi ai tempi dell’Atalanta: «Con lui ho avuto problemi e non lo volevo più vedere, anzi lui aveva problemi con me. L’ho ritrovato qua maturato e cresciuto. Si è tolto un po’ di farfalle, in allenamento fa delle cose straordinarie che non ha fatto in gara ma è dovuto dal fatto che era tanto che non giocava». Adesso l’attenzione si sposta sulla sfida di Udine, dove torneranno i titolari per riprendere la rincorsa a un posto nella prossima Champions League.