Quarticciolo, rapina con coltelli e cocci di bottiglia: in manette un tunisino
Esistono dinamiche criminali che sfidano la logica e sfociano nel grottesco. Protagonista della vicenda è un tunisino 20enne, finito in manette con l’accusa di rapina aggravata in concorso. Il ragazzo, insieme a due complici rimasti per ora ignoti, ha seminato il panico mercoledì notte tra le strade del Quarticciolo, aggredendo con estrema ferocia due giovani di origine bengalese. Ma a decretare la fine della sua fuga non è stata un’indagine complessa, bensì la sua stessa imprudenza: la voglia di strimpellare lo strumento musicale appena sottratto con la forza alle vittime.
Il colpo si è consumato nei pressi di via Cerignola. I tre aggressori, descritti come particolarmente violenti, hanno circondato le vittime armati di cocci di bottiglia e un coltello. La minaccia è stata immediata e brutale, con le lame puntate direttamente alla gola dei due ragazzi per impedire ogni tentativo di reazione. Sotto l’effetto del terrore, i giovani bengalesi hanno dovuto consegnare tutto ciò che avevano: un casco, gli auricolari, i portafogli e, appunto, una chitarra. Uno dei derubati ha successivamente raccontato agli inquirenti il legame profondo con quello strumento, spiegando che “la suono da anni, è parte della mia vita e sarebbe stato bruttissimo perderla in questo modo”.
La fortuna delle vittime è stata l’incontro immediato con una volante della Polizia di Stato in transito su via Palmiro Togliatti poco dopo il fatto. Gli agenti hanno raccolto le testimonianze a caldo, ottenendo descrizioni precise sui tratti somatici, l’abbigliamento e gli oggetti trafugati. Mentre le informazioni venivano diramate via radio a tutte le pattuglie in zona, è iniziata una meticolosa attività di scandagliamento del quartiere. La svolta è arrivata quando il silenzio della notte è stato interrotto da alcune note musicali provenienti da un muretto poco distante dal luogo dell’aggressione.
Incuriositi da quel suono fuori contesto, gli investigatori si sono avvicinati trovando il ventenne tunisino intento a suonare tranquillamente lo strumento. Le vittime, portate sul posto, non hanno avuto la minima esitazione nel riconoscere sia l’aggressore sia la preziosa chitarra. Il giovane è stato immediatamente bloccato e trasferito presso il commissariato, per poi essere condotto nel carcere di Regina Coeli su disposizione della magistratura. La Polizia ipotizza che i tre possano essere parte di una banda dedita allo spaccio e alle rapine seriali ai danni dei passanti nel quartiere Quarticciolo.
Le indagini ora si concentrano sull’individuazione dei due complici fuggiti. Gli inquirenti ritengono che il cerchio possa chiudersi nel giro di pochi giorni, basandosi sugli elementi raccolti durante l’interrogatorio e sui rilievi effettuati nella zona. Resta l’amarezza per un episodio di violenza gratuita che avrebbe potuto avere conseguenze peggiori, data la pericolosità delle armi improvvisate utilizzate dai malviventi.
M.M.