
Quando il Caldo Record Assale i Monumenti: L’Acqua Verde a Piazza Pia e la Crisi delle Fontane Italiane
Le temperature estive e le carenze di manutenzione trasformano opere storiche e moderne in vasche melmose. Il caso simbolo della nuova piazza del Giubileo si affianca ai recenti episodi di degrado legati all’afa a Roma e in altre città d’Italia.
Le impennate di calore estremo che stanno caratterizzando le estati italiane non mettono a dura prova soltanto la salute dei cittadini e la tenuta delle infrastrutture, ma impattano direttamente anche sul patrimonio artistico e architettonico, sia antico che di recente realizzazione.
L’ultimo caso riguarda la nuova Piazza Pia a Roma, l’area pedonale completata a tempo di record per il Giubileo 2025. Le sue due fontane circolari scenografiche — inaugurate da pochi mesi e concepite come fiore all’occhiello del piazzale tra Castel Sant’Angelo e Via della Conciliazione — si sono trasformate in vasche di acqua verdastra e melmosa.
1. Il Caso Piazza Pia: Tra Caldo, Alghe e Inciviltà
Il contrasto tra l’architettura nuova di zecca e lo stato delle vasche evidenzia come le temperature elevate agiscano da acceleratore per le criticità legate alla manutenzione:
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Proliferazione di Alghe: L’azione combinata di sole battente, forte calore e disinfezione idrica insufficiente ha provocato la rapida proliferazione di microalghe e depositi melmosi sul fondo. Nonostante il flusso continuo dei beccucci centrali, la scarsa filtrazione chimica ha trasformato le fontane in specchi d’acqua stagnante nell’aspetto.
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Reazioni dei Turisti ed Episodi Vandalici: Approfittando dello strato di melma depositato sul fondo, alcuni turisti sono arrivati a “scavare” la sostanza vegetale per scrivervi il proprio nome. L’area è stata inoltre utilizzata impropriamente come piscina pubblica per immergere i piedi, sommando il problema del decoro a quello igienico.
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Dalla Ruggine alla Melma: Già poche settimane dopo l’inaugurazione, il lancio continuo di monete da parte dei visitatori aveva provocato chiazze arancioni di ruggine sul fondale, ora completamente coperte dalla patina verde.
L’Assessorato all’Ambiente del Municipio I ha promesso interventi straordinari di pulizia e un inasprimento dei controlli per sanzionare le intrusioni nelle vasche.
2. Un Fenomeno Diffuso: I Casi Analoghi in Italia
Il degrado idrico causato dal caldo record non risparmia altri monumenti nazionali, rivelando la vulnerabilità dei sistemi di ricircolo delle città d’arte di fronte alle canicole estive:
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Fontana della Rotonda al Pantheon (Roma): Il calore intenso (con picchi fino a 40 °C) unito alla forte pressione turistica ha provocato l’ingiallimento dell’acqua e la formazione di una patina di microalghe e batteri maleodorante, costringendo la Sovrintendenza Capitolina a interventi urgenti di bonifica.
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Fontana del Nettuno (Trento): Le elevate temperature di inizio estate hanno causato fioriture algali anomale all’interno del bacino monumentale in Piazza Duomo, richiedendo la ricalibrazione dell’impianto di filtraggio e la chiusura temporanea per lavaggio straordinario.
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Giardini Diaz (Macerata): L’ondata di caldo eccezionale ha mandando in crisi l’impianto idraulico e il sistema di pompaggio, trasformando l’acqua della fontana e del laghetto storico in uno specchio d’acqua verde stagno, costringendo il Comune a svuotare del tutto il bacino.
3. L’Impatto delle Afe Estive sui Beni Culturali
La gestione delle acque decorative nelle città d’arte richiede oggi un cambio di passo strutturale. Quando le temperature dell’acqua nelle vasche all’aperto superano i valori di soglia, i tradizionali dosaggi di disinfettanti non bastano più a contenere la crescita biologica. Senza una pianificazione che unisca la manutenzione preventiva alla sorveglianza contro gli usi impropri, anche le opere pubbliche più moderne corrono il rischio di trasformarsi, nel giro di pochi giorni di sole, in stagnetti degradati a due passi dai luoghi simbolo dell’arte mondiale.