
Prima Zaccagni, ora Tonali: è allarme infortuni per la Nazionale di Gattuso
L’orizzonte della Nazionale italiana, a una settimana esatta dal decisivo playoff mondiale contro l’Irlanda del Nord, appare oggi tutt’altro che sereno. Il commissario tecnico Rino Gattuso si trova costretto a navigare in acque agitate, consapevole che il cammino verso la qualificazione si è improvvisamente fatto in salita a causa di una serie di defezioni pesantissime. La notizia del forfait certo di Mattia Zaccagni, fermato da un serio stiramento, ha già ridotto drasticamente le opzioni offensive degli azzurri, lasciando il peso dell’attacco sulle spalle di Raspadori, Orsolini e Politano, mentre crescono di ora in ora le quotazioni di Berardi e Chiesa per un posto dell’ultima ora. Tuttavia, la preoccupazione maggiore che agita i sonni del tecnico e di tutto l’ambiente di Coverciano riguarda le condizioni di Sandro Tonali. L’ex centrocampista del Milan è uscito dolorante al 55esimo minuto della sfida di Champions League tra Barcellona e Newcastle al Camp Nou, visibilmente sofferente per un problema al flessore sinistro.
Soltanto gli esami strumentali e la risonanza magnetica previsti per le prossime ore potranno chiarire se il regista azzurro potrà far parte della spedizione per la gara del 26 marzo alla New Balance Arena di Bergamo. Gattuso, che domani dovrà ufficializzare la lista dei 28 convocati, sta già studiando freneticamente le possibili contromosse per non farsi trovare impreparato. Tra i nomi che circolano con insistenza per sostituire Tonali in caso di verdetto negativo ci sono quelli di Samuele Ricci e Lorenzo Pellegrini, che potrebbero rientrare clamorosamente nei piani della Nazionale proprio sul traguardo. La tensione è altissima, alimentata anche dalle condizioni fisiche non perfette di altri elementi chiave come Barella e Bastoni. Il timore collettivo è che possa ripetersi l’incubo vissuto cinque anni fa, quando uno scialbo pareggio proprio contro i nordirlandesi costrinse l’Italia agli spareggi, dove poi maturò l’inaspettata eliminazione per mano della Macedonia del Nord.
Se la Nazionale piange, la Lazio non ride affatto, anzi vive una situazione clinica che lo stesso Maurizio Sarri non esita a definire disperata. Il capitano biancoceleste Mattia Zaccagni sembra prigioniero di un calvario infinito: la risonanza magnetica effettuata ieri mattina ha evidenziato una lesione di secondo grado al vasto mediale della coscia destra, un infortunio che lo terrà ai box per almeno un altro mese. Questa ennesima fermata, la quarta in meno di un anno, impedisce al capitano di partecipare ai playoff mondiali e mette in serio dubbio la sua presenza per la semifinale di ritorno di Coppa Italia contro l’Atalanta. Il calciatore si era appena lasciato alle spalle una lesione all’obliquo dell’addome e il nuovo stop suona come un verdetto spietato.
Il centro sportivo di Formello si è trasformato in un inquietante lazzaretto, con il numero totale degli infortuni stagionali che è salito alla spaventosa cifra di trentasette. Oltre a Zaccagni, Sarri deve fare i conti con i recenti forfait di Provedel, Cataldi e Romagnoli. La gestione del reparto offensivo diventa ora un rompicapo tattico per il Comandante in vista della trasferta di Bologna. Pedro rimane la soluzione più affidabile per conoscenza del sistema di gioco, nonostante l’avanzare dell’età possa limitarne lo smalto sulle lunghe distanze. L’alternativa principale è Noslin, che garantisce uno strappo atletico superiore e che ha già dimostrato di saper incidere subentrando a partita in corso. Resta viva anche l’ipotesi di vedere Matteo Cancellieri spostato sulla fascia sinistra, una mossa che Sarri ha già sperimentato con successo e che potrebbe regalare imprevedibilità alla manovra.
L’unica nota lieta per i tifosi laziali è rappresentata da Gustav Isaksen. L’esterno danese sta vivendo un momento di forma straordinario, confermandosi come l’uomo capace di colpire nelle sfide più prestigiose. Con quattro reti segnate, Isaksen ha raggiunto proprio Zaccagni in vetta alla classifica dei cannonieri stagionali della squadra e punta ora a diventare il leader solitario dell’attacco. La società ha deciso di puntare con decisione su di lui, rifiutando ogni offerta di mercato con l’obiettivo di vederlo esplodere definitivamente nel prossimo mondiale con la Danimarca. Per la Lazio e per la Nazionale, il cammino verso i traguardi stagionali passa ora per una gestione oculata delle energie e per la capacità di superare una sfortuna che sembra non voler concedere alcuna tregua.