Prezzi dei voli alle stelle, crescono i costi dei servizi accessori

26/04/2026

Il settore del trasporto aereo sta attraversando una fase di profonda trasformazione dei propri listini, dove il prezzo finale del viaggio risulta sempre più distante dalle tariffe base pubblicizzate. Secondo le analisi condotte da RimborsoAlVolo, l’incremento dei costi non è più riconducibile esclusivamente alle oscillazioni del valore del jet fuel, ma è alimentato in modo determinante dall’esplosione dei prezzi dei servizi accessori. Questa tendenza sta portando a un’impennata dei costi finali che, in alcuni casi limite, può raggiungere un aumento del 443% rispetto alla tariffa di partenza. In questo scenario si inserisce l’intervento dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, che ha deciso di accendere un faro sulle pratiche commerciali di alcuni vettori a seguito di una segnalazione del Codacons.

Particolare attenzione è stata rivolta alla compagnia spagnola Volotea, la quale ha introdotto una clausola che prevede un supplemento carburante anche per i voli già prenotati e pagati. La società comunica infatti sul proprio portale che «sette giorni prima della partenza, verificheremo il prezzo del carburante e, se necessario, potremmo adeguare il prezzo del tuo biglietto. Se aumentano, potremmo addebitare fino a 14 euro a passeggero, per volo. Se i prezzi diminuiscono, rimborseremo la differenza». Questa modalità di adeguamento tariffario post-vendita ha spinto l’Antitrust a richiedere ulteriori prove e segnalazioni dirette dei passeggeri per valutare la legittimità di tali richieste economiche extra.

Oltre alla questione del combustibile, le compagnie stanno operando una revisione massiccia dei costi legati ai bagagli e alla logistica di bordo. Mentre i gruppi americani e colossi europei come Lufthansa hanno iniziato a tassare pesantemente il bagaglio registrato e persino quello a mano sulle tratte a corto raggio, le low cost che operano sul territorio italiano hanno registrato aumenti percentuali vertiginosi su altri fronti. La scelta del posto a sedere è diventata un servizio di lusso: i dati evidenziano come Ryanair sia passata da una richiesta minima di 4,5 euro agli attuali 33 euro, mentre Easyjet ha alzato la posta fino a 16,99 euro partendo da una base di 1,49 euro. Casi ancora più eclatanti riguardano Vueling e Wizzair, che hanno visto lievitare i costi per la selezione del posto rispettivamente fino a 85 e 60 euro, con rincari che sfiorano il 1600%.

Non va meglio per chi ha la necessità di modificare i dettagli del proprio viaggio. Il cambio del volo ha subito ritocchi significativi verso l’alto su tutta la linea: Ryanair richiede oggi fino a 60 euro contro i precedenti 45, Easyjet è passata da 36 a 59 euro, mentre per Vueling il costo è salito a 70 euro. Questi extra-costi, sommati tra loro, trasformano quello che inizialmente appare come un viaggio economico in una spesa considerevole, rendendo sempre più difficile per il consumatore finale calcolare con trasparenza l’effettivo esborso richiesto per raggiungere la propria destinazione.

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