
Premio Strega 2026: l’80esimo anniversario si sposta in Campidoglio
Il Premio Strega si prepara a spegnere 80 candeline con un colpo di scena degno delle migliori trame letterarie, traslocando la sua serata finale dal rassicurante giardino del Museo Etrusco di Villa Giulia alla maestosità di Piazza del Campidoglio. Non si tratta di un semplice cambio di indirizzo, ma di una scelta che profuma di storia e di un legame sempre più stretto con il cuore politico e civile della Capitale. L’assessore alla cultura di Roma Capitale, Massimiliano Smeriglio, ha espresso tutto il suo entusiasmo sottolineando come l’amministrazione sia lieta di poter immaginare e costruire insieme la serata finale dell’8 luglio in un contesto così straordinario. Questa decisione non celebra solo il percorso di un premio che ha fatto la storia della letteratura, ma si intreccia con ricorrenze fondamentali per il Paese, come gli 80 anni della proclamazione della Repubblica e l’avvio dell’Assemblea Costituente. È un riconoscimento tangibile per quello che lo stesso Smeriglio ha definito come «l’evento letterario più importante del nostro Paese», confermando inoltre il rinnovo della convenzione con la Fondazione Bellonci per il triennio che ci porterà fino al 2028.
Il viaggio verso l’80esimo anniversario è intriso di nostalgia e orgoglio, ricordando le radici profonde di questa istituzione. Il presidente della Fondazione Bellonci, Giovanni Solimine, ha riportato alla memoria quel lontano giugno del 1944 quando, appena una settimana dopo l’ingresso delle truppe alleate a Roma, avvenne la prima riunione di quelli che sarebbero diventati i celebri Amici della domenica. Per celebrare questo lungo cammino, è stato scelto il motto Quasi una vita, un richiamo non solo alla longevità del premio ma anche al titolo del capolavoro di Corrado Alvaro premiato nel 1951. Quella fu un’edizione spartiacque, segnata da una cinquina leggendaria che vedeva protagonisti giganti come Moravia, Soldati e Levi, e che diede allo Strega la struttura regolamentare che conosciamo oggi. Il direttore Stefano Petrocchi ha spiegato chiaramente che dal 1947 al 2026 il tempo trascorso rappresenta davvero quasi una vita intera, carica di storie e di cambiamenti culturali.
Il calendario di questa edizione speciale è già tracciato e promette di tenere il fiato sospeso agli appassionati di libri. Le candidature sono ufficialmente aperte e dovremo attendere l’inizio di aprile per conoscere i titoli prescelti, che verranno annunciati nella suggestiva cornice del Tempio di Vibia Sabina e Adriano. La corsa verso la finale passerà poi per il tradizionale appuntamento al Teatro Romano di Benevento il 3 giugno, dove verrà selezionata la cinquina finalista, per poi culminare nella grande notte romana di luglio. Oltre alla nuova sede, l’anniversario porta con sé una ventata di modernità visiva grazie all’illustrazione firmata da Marco Oggian, che rilegge in chiave contemporanea l’opera originale di Mino Maccari. La celebrazione uscirà inoltre dalle pagine dei libri per farsi esperienza immersiva al Macro, dove dal 29 aprile sarà possibile visitare una mostra curata da Maria Luisa Frisa e Mario Lupano. L’esposizione permetterà ai visitatori di entrare letteralmente dentro il premio, con una riproduzione tridimensionale del salotto originale di Maria Bellonci, un’occasione unica per respirare l’atmosfera delle origini.
Ma lo Strega nel 2026 guarda anche oltre i confini nazionali, puntando con decisione verso il mercato di lingua spagnola. I cinque finalisti voleranno infatti in Messico, tra Città del Messico e Guadalajara, in occasione della partecipazione dell’Italia come ospite d’onore alla Feria Internacional del Libro. Questa proiezione internazionale è confermata anche dal peso crescente dei votanti dall’estero, scelti dagli Istituti di Cultura, che oggi rappresentano una quota significativa del corpo elettorale. Infine, grazie ai fondi del Pnrr, l’intero patrimonio archivistico del Premio e del Fondo Maria Bellonci sta per essere digitalizzato, assicurando che la memoria letteraria collettiva sia accessibile a tutti online e che nulla possa andare perduto. Come ha ricordato Solimine, questa scelta di spostarsi in Campidoglio è un omaggio simbolico che rende giustizia al rapporto simbiotico tra lo Strega e la città che lo ha visto nascere e fiorire per otto decenni.