
Premio Eccellenza Imprenditoriale 2026 assegnato a “Quattro Fuochi”
Nel cuore pulsante del Parco degli Acquedotti, dove le maestose vestigia dell’antica Roma si fondono con la raffinata eleganza del presente, l’Archi di Claudio Golf Club è diventato il palcoscenico di un evento che ha saputo celebrare non solo un successo commerciale, ma una visione profonda e morale del lavoro. In questa cornice di straordinaria bellezza, è stato conferito il Riconoscimento di Eccellenza Imprenditoriale 2026 al progetto gastronomico “Quattro Fuochi”, una creatura nata dall’intuizione e dalla passione di Lucia Paolino e Gianluca Aresu. L’atmosfera solenne della cerimonia ha sottolineato l’importanza di un premio che va ben oltre la semplice targa, configurandosi come un tributo a una famiglia che ha saputo trasformare l’arte della ristorazione in una vera e propria missione quotidiana, caratterizzata da un impegno costante e da un legame indissolubile con le proprie radici.
Il percorso che ha portato a questo prestigioso traguardo ha radici lontane, risalenti al 2003, anno in cui la famiglia ha iniziato a muovere i primi passi in un settore complesso e competitivo. In oltre vent’anni di attività, “Quattro Fuochi” ha attraversato diverse fasi evolutive, partendo dalle tradizioni radicate ad Ariccia per poi approdare a contesti di respiro internazionale, come grandi manifestazioni sportive, circoli esclusivi e rinomate località turistiche tra cui spicca San Felice Circeo. Nonostante la varietà dei contesti affrontati, l’identità del progetto non ha mai subito alterazioni, restando fedele a principi cardine quali la qualità senza compromessi e la dedizione assoluta verso il cliente. La capacità di Lucia e Gianluca di mantenere una coerenza stilistica ed etica così forte ha permesso loro di generare un valore che non è soltanto economico, ma che abbraccia la sfera umana e sociale.
La proposta culinaria di “Quattro Fuochi” si distingue per essere un racconto intimo e sincero, lontano dalle mode passeggere e dagli eccessi estetici fini a se stessi. In ogni preparazione è possibile rintracciare l’eredità preziosa delle madri e delle nonne, figure centrali che hanno tramandato una sapienza fatta di gesti misurati e di un rispetto sacrale per la stagionalità delle materie prime. Si tratta di una cucina che parla direttamente al cuore e alla memoria di chi la assaggia, capace di emozionare proprio perché profondamente autentica e priva di sovrastrutture. Questa filosofia ha trovato pieno riconoscimento nelle parole di Michele Cutro, noto critico enogastronomico e opinionista, che ha personalmente conferito il premio sottolineando come la realtà guidata dalla Paolino e da Aresu rappresenti un esempio virtuoso da proteggere e raccontare.
Secondo la visione espressa durante la cerimonia, questo modello di impresa si fonda su una visione quasi cavalleresca dell’attività professionale, dove la dignità e la professionalità sono i pilastri su cui costruire il futuro. La serata celebrativa all’Archi di Claudio Golf Club è stata dunque molto più di una premiazione formale; si è trasformata in un momento di riflessione collettiva sul valore del sacrificio invisibile e sulla bellezza della semplicità consapevole. Il tributo è andato a chi ha avuto il coraggio di scegliere la qualità anche nei momenti di maggiore difficoltà, restando umano in un mondo che spesso richiede freddezza. Come è stato ricordato a margine della consegna, l’eccellenza autentica non ha bisogno di essere urlata per essere notata, poiché essa si manifesta attraverso la coerenza dei fatti e la forza dei legami familiari.
In questa prospettiva, “Quattro Fuochi” si pone come un punto di riferimento per l’imprenditoria italiana, dimostrando che la crescita reale di un’azienda nasce dalla fedeltà a se stessi e alla propria terra. La commozione che ha accompagnato la consegna del premio è la testimonianza più vivida di quanto il lavoro di Lucia Paolino e Gianluca Aresu sia riuscito a toccare la sensibilità di esperti e appassionati. Il riconoscimento del 2026 segna dunque non un punto di arrivo, ma una tappa fondamentale di una storia che continua a essere scritta con la stessa passione degli inizi, custodendo un patrimonio di valori che merita di essere tramandato alle future generazioni di ristoratori.