
Ostia, scacco alla criminalità: 17 arresti e 42 denunce nel blitz dei Carabinieri
Il litorale romano si è risvegliato sotto l’occhio vigile delle divise, in un weekend che per molti non ha avuto nulla di rilassante. Non si ferma infatti la massiccia ondata di controlli coordinati dal Gruppo di Ostia, che ha visto scendere in campo una vera e propria task force composta da oltre cento militari. Seguendo le linee strategiche tracciate dal Prefetto Lamberto Giannini e validate in sede di Comitato Provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, i carabinieri hanno setacciato ogni angolo sensibile della costa e dell’entroterra, portando a casa un bilancio che parla di diciassette arresti e ben quarantadue denunce. Si è trattato di un lavoro senza sosta, durato circa quarantotto ore, che ha trasformato le strade del litorale in un set operativo dove ogni veicolo o individuo sospetto è finito sotto la lente d’ingrandimento degli investigatori.
Le operazioni sono iniziate alle prime luci dell’alba di giovedì, concentrandosi inizialmente sulle zone dove il degrado e l’illegalità provano spesso a mettere radici profonde. Oltre 90 perquisizioni hanno interessato non solo i domicili, ma anche persone e veicoli in transito. Il risultato di questa pressione costante ha portato dietro le sbarre 11 cittadini italiani e 6 stranieri, la stragrande maggioranza dei quali già noti agli archivi delle forze dell’ordine per precedenti che spaziano dallo spaccio di stupefacenti ai furti, fino a rapine e aggressioni violente. Solo due tra gli arrestati risultavano incensurati, a dimostrazione di come l’intervento sia andato a colpire chirurgicamente una rete criminale già consolidata nel tessuto sociale del territorio.
Il cuore pulsante del blitz ha riguardato il contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti, una piaga che i carabinieri hanno combattuto avvalendosi del prezioso fiuto delle Unità cinofile. Luoghi storicamente complessi come piazza Gasparri, via Fasan e via Forni sono stati rivoltati come guanti dai militari dell’Arma. In particolare, in via Vincon, i militari hanno scoperto quello che in gergo viene definito un covo: un appartamento ufficialmente intestato a una donna, ma di fatto gestito da due minorenni che lo utilizzavano come deposito logistico per le dosi. Entrambi i giovani sono stati arrestati, seguiti da altre sette persone fermate con la medesima accusa. Tra questi spicca un moldavo di quarant’anni, sorpreso a spacciare al piano terra di un palazzo di edilizia popolare. Il bottino recuperato è significativo: oltre ottocento grammi di veleni tra hashish, marijuana, cocaina e crack sono stati sottratti alle piazze di vendita. Come confermato dai rapporti ufficiali, «le perquisizioni hanno consentito di recuperare oltre 800 grammi di stupefacenti pronti per essere immessi sul mercato illegale». Oltre ai fermi, sono state segnalate sessanta persone come assuntori abituali all’Ufficio Territoriale del Governo.
Ma la sicurezza dei cittadini passa anche attraverso la lotta alla cosiddetta malamovida, quel lato oscuro del divertimento notturno che troppo spesso sfocia in disordini e pericoli stradali. Con il supporto aereo dei mezzi del Raggruppamento aeromobili di Pratica di Mare e del Nucleo elicotteri di Roma Urbe, i carabinieri hanno esteso il raggio d’azione fino a Bracciano e Monterotondo. In queste zone, grazie alla collaborazione con il personale del Nas, sono stati ispezionati locali e discoteche per verificare il rispetto delle norme igieniche e il divieto assoluto di vendita di alcol ai minori oltre gli orari consentiti. Parallelamente, i numerosi posti di blocco sulle arterie principali hanno visto il controllo di oltre 500 mezzi. Il bilancio stradale è severissimo: 22 automobilisti si sono visti ritirare immediatamente la patente perché sorpresi a guidare sotto l’effetto di alcol o sostanze psicotrope. Le sanzioni amministrative totali hanno superato la cifra di 60mila euro, un colpo durissimo al portafogli di chi ha scelto di ignorare le regole del vivere civile.
Infine, la sorveglianza non ha risparmiato i grandi snodi di comunicazione della provincia. I carabinieri della Compagnia Aeroporti hanno intensificato i controlli negli scali di Fiumicino e Ciampino, identificando quasi trecento persone tra passeggeri e operatori aeroportuali per garantire la massima sicurezza in un periodo di particolare fibrillazione. Questa imponente mobilitazione dimostra come la presenza dello Stato sul territorio sia una realtà tangibile e dinamica, con un monitoraggio quotidiano volto a restituire serenità ai cittadini onesti che popolano il litorale e i suoi comuni.
M.M.