
Omicidio Aurora Livoli: arrestato un peruviano irregolare e già espulso
La tragica fine di Aurora Livoli, la diciannovenne originaria di Forni (Latina) trovata senza vita in un condominio di via Paruta a Milano, ha ora un volto e un nome. Le indagini della Procura, coordinate dal pm Antonio Pansa, si sono strette attorno a Emilio Gabriel Valdez Velazco, un cittadino peruviano con un inquietante curriculum criminale. Le immagini delle telecamere di sicurezza della metropolitana Cimiano hanno restituito una sequenza agghiacciante: l’incontro sulla banchina, il tragitto verso il luogo del delitto e la fuga solitaria dell’uomo nel cuore della notte.
La sera del 28 dicembre, Velazco era già in “caccia”. Pochi minuti prima di incontrare Aurora, aveva tentato di aggredire un’altra ragazza di diciannove anni, riuscita miracolosamente a fuggire. Per eludere i controlli, l’uomo aveva girato il proprio giubbotto double face, trasformandolo da una stampa a quadretti a un bianco neutro, ed era tornato sulla banchina. Lì ha incrociato Aurora. Nei video si vede l’uomo inginocchiarsi ai piedi della ragazza, quasi a implorarla o a raggirarla, prima di allontanarsi con lei mano nella mano. Un cammino di un chilometro terminato nel cortile di via Paruta alle ore 23.00. Velazco uscirà da quel cancello da solo, prima all’una e poi definitivamente alle 3.30 del mattino.
Velazco emerge dalle carte dell’inchiesta come un predatore seriale. Irregolare in Italia dal 2019, vanta precedenti per violenza sessuale, era stato condannato a 5 anni per uno stupro brutale ai danni di una connazionale ferita con cocci di bottiglia, e per rapina aggravata e immigrazione clandestina. Era infatti destinatario di due espulsioni, di cui solo una eseguita (ma vanificata dal suo immediato rientro illegale). Nonostante la gravità dei suoi precedenti, aveva finito di scontare la pena nel marzo 2024, beneficiando dell’affidamento ai servizi sociali.
I risultati dell’esame autoptico non lasciano spazio a dubbi: Aurora è morta per asfissia da strozzamento. I segni sul collo e le lesioni da difesa sul resto del corpo raccontano di una lotta disperata della giovane contro il suo aguzzino. Giovedì Velazco comparirà davanti al pm per l’interrogatorio, dove gli verranno mostrati i frame che lo ritraggono con la vittima. L’uomo ha già ammesso di essere lui il soggetto nei video della tentata rapina precedente, giustificando le sue azioni con l’abuso di sostanze stupefacenti.
Mentre gli inquirenti cercano di capire se tra i due esistesse un legame pregresso o se si sia trattato di un fatale incontro casuale, la vicenda riaccende il dibattito sulla gestione dei soggetti pericolosi e sull’efficacia delle misure di espulsione. Aurora, fuggita dalla provincia laziale in cerca di un futuro a Milano, è diventata l’ultima vittima di un uomo che, secondo le regole della giustizia, non avrebbe dovuto trovarsi libero di colpire ancora.
M.M.