
Oggi è il Fettuccine Alfredo day, il piatto che unisce Roma agli USA
Nemo propheta in patria, recita l’antico adagio. Ed è il caso delle “fettuccine Alfredo”, piatto simbolo della cucina italiana in USA, praticamente sconosciuto da noi. O, almeno, sconosciuto con quel nome. È affascinante pensare come un’alchimia di soli tre ingredienti — pasta, burro e parmigiano — sia riuscita a costruire un ponte culturale così solido tra Roma e Hollywood. Mentre gli Stati Uniti si preparano a celebrare il National Fettuccine Alfredo Day, la Capitale festeggia i 118 anni di una ricetta che è molto più di un semplice piatto: è un pezzo di storia del costume. È un paradosso tipicamente romano quello di un piatto nato come ricostituente “casalingo”, o come piatto “salva-cena”, e diventato, grazie a un pizzico di polvere di stelle cinematografica, il simbolo dell’eleganza gastronomica italiana oltreoceano.
La leggenda ci riporta al 1914 in via della Scrofa, dove Alfredo Di Lelio cercava un modo per rimettere in forze la moglie, spossata dalle fatiche del parto. Non c’era alcuna ambizione di gloria internazionale in quel gesto, solo il desiderio di creare qualcosa di energetico e dal sapore inconfondibile. La vera svolta arrivò nei ruggenti anni ’20, quando i divi del cinema muto Mary Pickford e Douglas Fairbanks, in viaggio di nozze a Roma, rimasero folgorati dalla cremosità di quelle fettuccine. Furono loro i primi “influencer” della storia, portando il mito in America e rendendo il ristorante di via della Scrofa una tappa obbligatoria per chiunque volesse sentirsi parte della Dolce Vita ante litteram.
Oggi, tra le candeline spente a Il vero Alfredo in piazza Augusto Imperatore e la tradizione secolare che continua ad Alfredo alla Scrofa, il messaggio dei proprietari Mario Mozzetti e Veronica Salvatori è chiaro: spesso ci dimentichiamo dei tesori che abbiamo in casa. Quella tecnica del “doppio burro” che ancora oggi incanta il mondo è la prova che la semplicità, se eseguita con cura maniacale, non passa mai di moda. Resta la curiosità di vedere come un piatto così essenziale continui a dividere i puristi e a unire i palati, confermandosi come un capolavoro di minimalismo culinario che non ha bisogno di traduzioni. Peccato che il minimalismo di questo piatto sia stato stravolto negli States, dove le fettuccine Alfredo, oltre ad essere solitamente stracotte, sono sempre “ingrassate” con la panna e con amenità varie, dai gamberetti agli straccetti di pollo, stravolgendone il gusto originale al punto che un americano in Italia rischia di rimanere quasi “deluso”, scoprendo come sia essenziale la ricetta originale.