
Nuovi dettagli sul caso di Anguillara: “Federica è stata uccisa di notte”
L’inchiesta sulla tragica morte di Federica Torzullo, consumatasi tra le mura della villetta di via Costantino 9 ad Anguillara Sabazia, sta prendendo una direzione sensibilmente diversa rispetto a quanto dichiarato inizialmente dal marito Claudio Carlomagno. Il 44enne, attualmente accusato dell’omicidio, aveva collocato l’aggressione mortale intorno alle ore 6.40 del mattino del 9 gennaio, sostenendo che il tutto fosse avvenuto pochi minuti dopo il suo risveglio. Tuttavia, gli accertamenti condotti dalla Procura di Civitavecchia e dai carabinieri del Nucleo investigativo di Ostia mettono seriamente in dubbio questa cronologia, suggerendo che il decesso della donna sia avvenuto diverse ore prima, probabilmente durante la notte precedente.
A spingere gli inquirenti verso questa ricostruzione è un dato oggettivo emerso durante il sequestro dell’abitazione, scattato poco dopo la denuncia di scomparsa. Gli investigatori hanno infatti trovato i letti della camera di Federica e quella del marito perfettamente rifatti e in ordine. Questa circostanza appare incompatibile con la versione dell’indagato: se la donna fosse stata uccisa poco dopo l’alba, l’uomo non avrebbe avuto il tempo materiale per riordinare meticolosamente le stanze, ripulire le abbondanti tracce ematiche e gestire le incombenze della giornata. Al contrario, lo stato della casa suggerisce che nessuno vi abbia dormito o che l’intera scena sia stata bonificata con calma durante le ore notturne, permettendo al sospettato di apparire lucido e organizzato nei momenti successivi.
Le incongruenze orarie si sommano agli esiti dell’autopsia, che hanno rivelato la presenza di cibo pressoché digerito nel corpo della vittima. Tale elemento fa ipotizzare che l’ultimo pasto consumato sia stato la cena. Nonostante le 23 coltellate inferte, i militari del Ris hanno isolato pochissime tracce di sangue nel bagno, luogo indicato dall’uomo come teatro dell’aggressione, mentre il cadavere è risultato quasi completamente dissanguato. Inoltre, il corpo presentava mutilazioni e bruciature su cui si attendono ulteriori esami per chiarire se siano state provocate deliberatamente nel tentativo di sezionare il cadavere già all’interno dell’abitazione.
Un altro fronte dell’indagine riguarda l’arma del delitto, che Carlomagno ha dichiarato di aver gettato in un corso d’acqua, ma che non è ancora stata ritrovata. Questo spingerà i carabinieri a effettuare nei prossimi giorni nuovi sopralluoghi nella villetta nella speranza di individuare il coltello. Resta poi da chiarire il possibile coinvolgimento di terzi nel favoreggiamento. Gli investigatori stanno analizzando la copia forense del cellulare dell’uomo per verificare se qualcuno lo abbia aiutato o consigliato nelle fasi successive all’omicidio, specialmente per quanto riguarda l’occultamento del cadavere. In questo contesto, anche la posizione del padre dell’indagato è al vaglio, a causa di una sua visita di 9 minuti alla villetta la mattina del 9 gennaio, giustificata dal figlio con il ritiro di alcune chiavi aziendali.
M.M.