
Notte di paura al Tuscolano: raid armato in via Stilicone
La quiete notturna del quartiere Tuscolano è stata bruscamente interrotta tra domenica e lunedì da urla che squarciavano il silenzio di via Flavio Stilicone. Al civico 134, il fragore di una minaccia esplicita ha tenuto i residenti svegli e inchiodati dietro gli spioncini delle proprie abitazioni. «Scendi che così regoliamo i conti» è stata la frase distintamente udita echeggiare per le scale dell’edificio, un invito brutale a un confronto che aveva tutto l’aspetto di una spedizione punitiva organizzata. Nel cuore della notte, la tensione è salita vertiginosamente quando un condomino, rispondendo alla provocazione, ha aperto la porta ed è sceso stringendo tra le mani un oggetto contundente.
Dopo quella concitata sequenza di minacce e movimenti sospetti, sul palazzo è calato nuovamente il silenzio. Solo intorno alle 5 del mattino l’area è stata raggiunta dai carabinieri. All’arrivo dei militari, però, la scena era ormai deserta. Il commando che aveva scatenato il caos si era già dileguato, facendo perdere le proprie tracce tra le vie del quartiere pochi minuti prima. Nonostante le grida udite distintamente da molti residenti, nessuno sembra aver fornito dettagli precisi su quella tentata aggressione, lasciando agli inquirenti il compito di ricostruire un mosaico di omertà e paura.
Il palazzo interessato dal raid non risulta abitato da pregiudicati di spicco o persone soggette a particolari restrizioni giudiziarie, ma la zona è tristemente nota per una fitta rete di micro-criminalità legata allo spaccio di stupefacenti. La realtà quotidiana descritta da chi vive il quartiere è quella di piccoli spacciatori che conducono una vita apparentemente ordinaria, rientrando la sera a casa con la regolarità di chi torna dall’ufficio. Tuttavia, questa normalità di facciata nasconde dinamiche violente che ciclicamente esplodono in episodi di sangue. Il Tuscolano ha infatti registrato negli ultimi mesi una preoccupante frequenza di ferimenti e gambizzazioni, spesso ai danni di soggetti definiti di piccolo cabotaggio criminale, ma che segnano un clima di costante instabilità.
Proprio per far fronte a questa situazione, il comitato di quartiere Don Bosco ha espresso con forza la propria preoccupazione, sottolineando la gravità di atti di violenza che ormai violano persino l’intimità dei condomini. In una nota ufficiale, gli esponenti del comitato hanno dichiarato che «è evidente che la situazione – malgrado i periodi di apparente tranquillità – è grave e seria. Nessuno è al sicuro visto che per regolare i conti entrano nei condomini impunemente con atti di violenza e con armi». La richiesta che sale dai residenti è unanime: l’installazione immediata di sistemi di videosorveglianza nell’area dell’isola pedonale e un potenziamento concreto della presenza delle forze dell’ordine, non solo in chiave repressiva ma soprattutto preventiva.
La memoria degli abitanti è ancora fresca per quanto accaduto a metà dicembre in via Calpurnio Pisone, dove un giovane di soli diciannove anni è stato raggiunto da quattro colpi di pistola alle gambe mentre rientrava a casa. Pochi giorni prima, un’altra aggressione armata aveva colpito un uomo di quarant’anni in via Licinio Stolone, con una dinamica quasi identica. Questi episodi, uniti ai raid che colpiscono piccoli esercizi commerciali e minimarket ad opera di bande di adolescenti, delineano il profilo di un quartiere in cui diversi gruppi criminali sembrano essere in perenne conflitto per il controllo del territorio.
M.M.