
Lazio, in Coppa Italia ritorna Romagnoli a guidare la difesa
Un sussulto di carattere, una reazione d’orgoglio che arriva proprio nel momento in cui le montagne russe del mercato invernale sembravano aver lasciato il segno. La Lazio che esce dallo Stadium è un gruppo che ha riscoperto uno spirito battagliero. Nonostante la rimonta della Juventus, culminata con la rete di Kalulu al 96esimo minuto, l’ambiente biancoceleste preferisce non indugiare troppo sui rimpianti o sugli errori individuali che avrebbero potuto cambiare radicalmente il volto della gara. La realtà racconta di una squadra rediviva, capace di restare unita nella sofferenza di fronte ai 34 tiri avversari e, soprattutto, di ritrovare la via per il gol.
Ora però l’attenzione si sposta sulla Coppa Italia, una competizione che Maurizio Sarri guarda con il consueto e strategico scetticismo. Il tecnico, pur riconoscendo l’importanza del trofeo come via d’accesso privilegiata per ridare senso a una stagione finora anonima in campionato, non nasconde le insidie del tabellone. «Sembra che in questo torneo siamo rimasti in lotta noi e sette squadre di serie B. Invece ci sono le più forti e sarebbe presuntuoso pensare di poter vincere. È comunque un’opportunità e ce la giocheremo». La sfida di domani sera contro il Bologna, detentore del titolo, rappresenta dunque un bivio fondamentale. Entrambe le squadre navigano a distanza dalle posizioni europee e vedono nella coppa l’ultima ancora di salvezza per nobilitare l’annata. Se Italiano arriva all’appuntamento con la delusione del derby emiliano perso, la Lazio deve fare i conti con un tabù storico: non vince al Dall’Ara dal lontano dicembre 2018.
Il clima a Bologna non è dei migliori per i padroni di casa. Negli ultimi tre mesi il loro stadio è diventato un terreno di conquista per diverse formazioni, dalla Cremonese alla Juventus, fino al Parma e alla Fiorentina. Eppure, per Sarri la strada è in salita a causa delle rotazioni estremamente limitate. Rispetto agli ottavi di finale disputati contro il Milan, l’allenatore ha perso pedine fondamentali come Mandas, Guendouzi, Vecino e Castellanos. A guidare la difesa dovrà esserci Alessio Romagnoli, chiamato a mettere da parte le amarezze per il trasferimento sfumato in Qatar proprio sul traguardo del mercato. La sua presenza è necessaria, anche perché la squalifica gli impedirà di partecipare al prossimo impegno di campionato contro l’Atalanta. Restano invece i dubbi su Gila, alle prese con un affaticamento muscolare, mentre Provstgaard sembra aver smaltito i crampi avvertiti a Torino.
Dal punto di vista tattico, l’attenzione sarà massima sui duelli aerei, considerando che la Lazio ha già subito dieci gol su cross laterali e il Bologna eccelle in questo fondamentale. In mezzo al campo, l’assenza di Basic per problemi all’adduttore costringe Sarri a scelte quasi obbligate insieme a Cataldi e Taylor. Dele-Bashiru potrebbe avere una nuova chance per garantire fisicità, mentre in attacco Isaksen appare l’unico intoccabile dopo le ottime risposte fornite nelle ultime trasferte. Pedro, nonostante la sua importanza carismatica, dovrà essere gestito con cura per non rischiare sovraccarichi. La squadra si trova ora in ritiro a Coverciano, una sorta di isolamento spirituale necessario per mantenere alta la concentrazione in vista del fischio d’inizio affidato all’arbitro Chiffi. Lo spirito sembra quello giusto, ora serve che il campo confermi questa rinascita.