
Lazio, dopo il caso di mercato, Sarri vuole recuperare Romagnoli
Il clima che si respira in casa Lazio negli ultimi giorni è tutt’altro che sereno, segnato da una chiusura di mercato che ha lasciato strascichi pesanti e un senso di irrisolto tra le mura di Formello. Al centro della tempesta si trova Alessio Romagnoli, il cui destino sembrava ormai scritto lontano dalla capitale, precisamente verso le sponde dorate del Qatar. L’offerta dell’Al Sadd, club guidato da Roberto Mancini, era di quelle difficili da ignorare: un contratto triennale da sei milioni di euro a stagione. Eppure, proprio quando i documenti sembravano pronti per la firma definitiva, l’intero castello di carte è crollato in un turbinio di nervosismo e recriminazioni. Il nodo del contendere, che ha trasformato un addio annunciato in una convivenza forzata, riguarda la rinuncia alle ultime tre mensilità, un punto su cui il giocatore non ha voluto cedere, innescando una frattura con il presidente Claudio Lotito che molti osservatori definiscono oggi insanabile.
Nonostante il gelo diplomatico tra la proprietà e il calciatore, la realtà del campo impone una tregua armata. La permanenza del difensore costringe infatti Maurizio Sarri a un delicato lavoro di equilibrismo tattico e psicologico. Romagnoli, da parte sua, ha scelto la via del professionismo estremo per rispondere alle critiche e alle voci che lo volevano già con la testa altrove. Dimostrando un attaccamento al dovere non scontato, il centrale ha deciso di interrompere in anticipo il congedo parentale che gli era stato concesso dopo la nascita del figlio. Sebbene il permesso fosse valido fino a venerdì, il numero tredici biancoceleste si è presentato ai cancelli di Formello già nella giornata di ieri, pronto a riprendere il proprio posto nelle gerarchie della squadra.
A fare chiarezza sulla posizione del difensore è intervenuto il suo agente, Enzo Raiola, che ha cercato di gettare acqua sul fuoco senza però nascondere le criticità del momento. Il procuratore ha confermato l’impegno del suo assistito con parole nette: «Oggi Alessio era a Formello, si allena tranquillamente e continua il suo percorso con la Lazio perché resta un giocatore biancoceleste. È un professionista e continuerà la stagione lì». Queste dichiarazioni servono a stabilizzare un ambiente scosso, ma non cancellano i dubbi sul futuro a lungo termine. Con la sfida contro la Juventus ormai alle porte, la priorità di Sarri è recuperare l’integrità mentale del suo leader difensivo, trasformando la rabbia per il mancato trasferimento in energia agonistica da riversare sul rettangolo verde di Torino.
L’obiettivo immediato è riportare Romagnoli al centro del progetto tecnico, ignorando per quanto possibile le sirene del mercato che continuano a soffiare con forza. Tuttavia, la questione contrattuale resta una spina nel fianco per la dirigenza laziale. Lo stesso Raiola ha gelato le speranze di chi auspicava un prolungamento dell’accordo per sanare i contrasti: «Rinnovo? Vista la situazione, si è chiusa la possibilità. Il contratto è in scadenza nel 2027, vedremo in estate che accadrà». Dietro l’angolo, infatti, rimane l’ombra di Roberto Mancini e del suo Al Sadd, con cui esisterebbe già un’intesa di massima per un trasferimento da formalizzare a luglio. Per ora la Lazio deve accontentarsi di un soldato che, seppur ferito nell’orgoglio, non intende mancare ai suoi impegni, in attesa che il prossimo calciomercato estivo scriva il capitolo finale di questa tormentata vicenda.