
Lazio, 5mila denunce in un anno di violenza sulle donne
Il muro dell’omertà sta finalmente mostrando le prime crepe profonde, ma quello che emerge dal rapporto “Lara” della Regione Lazio non è una lettura leggera. Negli ultimi tre anni, esattamente 13.152 donne hanno trovato la forza di varcare la soglia di uno dei 47 centri antiviolenza regionali. Non stiamo parlando di un improvviso aumento della crudeltà, ma di un aumento, necessario e tardivo, della consapevolezza. Grazie alla diffusione dei servizi territoriali e a una percezione del rischio esasperata dai tragici fatti di cronaca che hanno martellato i nostri schermi, circa 2 donne su mille nel Lazio hanno deciso che “abbastanza è abbastanza”. Di queste, una su tre ha intrapreso un percorso strutturato per riprendersi in mano la propria esistenza, trasformando una richiesta d’aiuto in un progetto di libertà.
La geografia del disagio punta con decisione verso la Capitale. Roma e la sua provincia assorbono da sole mediamente l’82% di tutte le segnalazioni regionali, un dato che oscilla tra l’84% del 2023 e il 79% dell’anno successivo. Seguono a distanza Frosinone, Latina e Viterbo, mentre Rieti chiude la classifica con numeri minimi che, purtroppo, potrebbero nascondere un sommerso ancora difficile da scalfire. Il dato più spiazzante per chi ama rifugiarsi nei pregiudizi è l’identikit della vittima: dimenticate il luogo comune della donna straniera o emarginata. Tre donne su quattro sono italiane e ben il 57% ha un impiego regolare. L’indipendenza economica, pur essendo un’arma formidabile, non sembra essere uno scudo sufficiente contro le tossicità relazionali.
La violenza ha molte facce e non tutte lasciano lividi visibili. Il rapporto evidenzia come la violenza psicologica sia la più frequente, rappresentando il 26% dei casi, seguita dalle minacce e dalla violenza fisica. È inquietante notare come la violenza economica pesi per il 13,5%, una forma di controllo sottile che taglia le gambe a chiunque sogni la fuga. La fascia d’età più colpita è quella delle donne tra i 40 e i 49 anni, madri e lavoratrici nel pieno della loro maturità, seguite a breve distanza dalle trentenni. Anche le giovanissime, tra i 16 e i 29 anni, rappresentano quasi il 20% delle assistite, a dimostrazione che il patriarcato non è un fossile del passato ma un virus che continua a mutare.
Se cercate il mostro, smettete di guardare nei vicoli bui o sotto il letto. I dati del rapporto Lara sono implacabili: nel 60,7% dei casi l’autore della violenza è il partner attuale o l’ex. Lo sconosciuto, quello che popola le nostre paure ancestrali quando camminiamo sole di notte, rappresenta appena l’1,2% dei casi. In pratica, il vero pericolo ha quasi sempre le chiavi di casa in tasca e condivide con la vittima il divano o i ricordi. Uscire da questo labirinto domestico è complesso, ma le oltre 13mila donne che hanno parlato in questi tre anni dimostrano che la rete del Lazio è pronta ad accogliere chiunque decida di non essere più una statistica silenziosa.