
Lazio, 10 giorni per salvare una stagione. Si ferma Marusic
La Lazio si appresta a vivere una vera e propria odissea nel futuro, un viaggio di 10 giorni che inizierà questa sera sul prato di Firenze per poi fare tappa a Napoli sabato pomeriggio e concludersi nell’appuntamento più importante dell’anno, mercoledì 22 aprile a Bergamo. Non ci sono più alibi per la formazione biancoceleste, che sembra aver smarrito la via maestra tra le mura amiche dell’Olimpico ma che ora ha l’obbligo di cercare un pieno di fiducia nelle prossime due trasferte di campionato. L’obiettivo dichiarato, quello che potrebbe trasformare in un istante una stagione da incubo in un sogno europeo, è la semifinale di ritorno di Coppa Italia contro l’Atalanta. Il patron Claudio Lotito confida nel trofeo per placare un dissenso che ormai è diventato cronico tra la tifoseria, consapevole che la qualificazione all’Europa League passerebbe proprio da questa vittoria.
Uscire dalla Capitale potrebbe rivelarsi paradossalmente una medicina per una squadra che sembra soffocare sotto il peso del proprio stadio. I numeri recenti dipingono una realtà inaspettata: lontano da Roma, la Lazio ha trovato una sorta di porto sicuro, collezionando una sola sconfitta nelle ultime nove uscite esterne, con una difesa capace di blindare la porta in cinque occasioni. Al contrario, il rendimento interno nel nuovo anno è stato disastroso, con 3 sconfitte e 15 reti incassate. In questo scenario di fragilità casalinga, la difesa rimane l’unico vero baluardo, nonostante l’infermeria continui a presentare il conto. Con Mario Gila limitato da un’infiammazione cronica al tendine rotuleo, il peso del reparto grava interamente sulle spalle di Alessio Romagnoli, il cui destino è diventato un vero e proprio giallo di mercato.
La storia recente del difensore di Anzio è costellata di colpi di scena. Solo pochi mesi fa, durante l’ultima giornata del mercato invernale, il suo trasferimento ai qatarioti dell’Al-Sadd sembrava cosa fatta, salvo poi saltare all’ultimo secondo per una disputa su alcune mensilità arretrate. La frattura con la presidenza non si è mai ricomposta e il rinnovo del contratto, in scadenza tra un anno, appare oggi un miraggio. Romagnoli continua a dimostrare attaccamento alla maglia in campo, ma le nubi all’orizzonte suggeriscono la possibilità di una rescissione unilaterale tramite l’articolo diciassette della Fifa prima della fine della stagione, specialmente ora che le tensioni internazionali hanno reso meno appetibile la destinazione mediorientale. In questo clima di incertezza, anche la posizione dell’allenatore Maurizio Sarri resta legata ai risultati di questo trittico di partite.
Il tecnico toscano si gioca il futuro proprio contro il suo passato e contro potenziali nuovi pretendenti. Sarri ha ricordato come in estate fosse stato contattato da Pradé, rivelando che: «In estate mi è arrivata la telefonata di un dirigente della Fiorentina, ma due ore dopo che avevo già accettato la Lazio». Nonostante la delusione per un mercato estivo bloccato, il comandante ha scelto di restare per amore della piazza, ma il suo domani dipenderà dalla capacità della società di offrire garanzie per quello che dovrà essere l’anno uno del nuovo ciclo. Sarri ha ribadito di «voler accettare tutto sino a fine stagione», rimandando ogni discussione sul suo contratto a un tavolo di confronto che si terrà solo dopo il verdetto del campo.
A complicare ulteriormente i piani della vigilia è una situazione medica che definire critica è un eufemismo. La lista degli infortuni stagionali è salita alla cifra record di 42, con Adam Marusic come ultimo illustre caduto. Il terzino dovrà saltare tutte e tre le sfide in programma a causa di uno stiramento, privando la squadra di uno degli uomini più utilizzati. Tra ricadute sistematiche, infortuni e malattie improvvise come quella che ha colpito Isaksen, la rosa è ridotta all’osso. In questo calvario infinito, l’unica certezza granitica rimane Provstgaard, l’unico giocatore sempre a disposizione dall’inizio dell’anno. La Lazio vola verso Firenze con il peso delle assenze ma con la consapevolezza che, in questi dieci giorni, si deciderà non solo una coppa, ma l’intero assetto futuro del club.