
Latina, 16enne si uccide dopo la bocciatura agli esami di riparazione

Una tragedia ha scosso la città di Latina. Una studentessa di 16 anni, dopo aver appreso via mail la bocciatura agli esami di riparazione, si è lanciata dal quinto piano della sua abitazione. Soccorsa e trasportata d’urgenza all’ospedale Santa Maria Goretti, la ragazza è morta dopo una notte di agonia nonostante un delicato intervento chirurgico.
La giovane, che avrebbe compiuto 17 anni a settembre, aveva sostenuto le prove il 27 e 28 agosto, ma l’esito negativo è arrivato il 29 mattina. Appresa la notizia, nel pomeriggio la ragazza si è lanciata nel vuoto mentre la madre e il fratello stavano rientrando in casa. È precipitata per circa quindici metri, urtando una rientranza del palazzo prima di cadere sul marciapiede. Immediati i soccorsi: i sanitari l’hanno trovata priva di sensi e l’hanno trasferita in codice rosso al nosocomio pontino, dove i medici hanno asportato milza e un rene nel tentativo di salvarle la vita. Le sue condizioni, però, sono rimaste critiche fino al decesso.
La Squadra Mobile di Latina ha aperto un’inchiesta per chiarire le circostanze del gesto. La ragazza non ha lasciato biglietti o messaggi d’addio. I genitori hanno spiegato agli investigatori di aver sempre cercato di sostenerla, senza pressioni, ipotizzando anche un cambio di indirizzo scolastico. I professori, sconvolti dalla notizia, la descrivono come una studentessa educata, seguita dalla famiglia e senza segnali di particolare disagio. Anche i residenti parlano di una «ragazza semplice, con una bella famiglia».
La vicenda ha scosso profondamente la comunità scolastica. Il sindaco di Latina Matilde Celentano ha commentato: «La morte di un minorenne impone sempre momenti di riflessione. Ogni giovane ha un valore inestimabile e va sostenuto nel suo percorso di vita e di crescita». Ma non manca la denuncia da parte degli studenti: «Sono anni che denunciamo un sistema scolastico tossico che insegna competizione invece di darci strumenti per il futuro», ha dichiarato Bianca Piergentili, coordinatrice regionale della Rete degli studenti medi. E l’appello al ministro Valditara è forte: «Di scuola non si può morire: noi non siamo numeri». C’è da sottolineare però che per generazioni e generazioni gli studenti sono stati bocciati, sia al termine dell’anno scolastico che degli esami di riparazione, senza che il fatto, pur spiacevole, abbia innescato eventi drammatici. Probabilmente ci sono ragioni più profonde dietro al gesto disperato della ragazza, di qui l’indagine aperta dalla Squadra Mobile.
La tragedia di Latina riaccende il dibattito sulla fragilità giovanile e sul ruolo della scuola, chiamata non solo a valutare ma anche a supportare gli studenti nei momenti più difficili.