La sfida della mobilità a Roma: il piano d’avanguardia del Campidoglio e il nodo dei finanziamenti statali

15/10/2026

Governare e modernizzare il trasporto pubblico di Roma significa misurarsi con la complessità di una metropoli unica al mondo. Capitale d’Italia, sede delle istituzioni europee e internazionali, e cuore pulsante di un patrimonio archeologico e storico millenario, la città richiede infrastrutture capaci di coniugare la tutela del suolo con le esigenze di mobilità di milioni di cittadini, studenti e turisti.

In questa cornice, la giunta guidata dal sindaco Roberto Gualtieri e dall’assessore alla Mobilità Eugenio Patanè ha delineato una visione strategica per la cura del ferro: una rete integrata di metropolitane, tranvie ad alta frequenza e tecnologie di sicurezza per decongestionare il traffico e garantire standard di servizio all’altezza delle principali capitali europee. Tuttavia, la realizzazione di questa imponente trasformazione urbana resta legata all’assegnazione delle risorse straordinarie richieste al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT).

1. La cura del ferro: il piano di raddoppio delle tranvie urbane

Oltre ai cantieri già avviati o in fase di partenza — come la Termini-Tor Vergata, la Verano-Tiburtina e la tramvia Togliatti — Roma Capitale ha formalizzato al Governo un pacchetto di interventi dal valore complessivo di 1,6 miliardi di euro. L’obiettivo è aggiungere 34,8 chilometri di nuovi binari, raddoppiando di fatto l’estensione dell’attuale rete tramviaria cittadina.

Gli itinerari proposti al Ministero dei Trasporti:

  • Ponte Mammolo – Tiburtina: 3,8 km (124 milioni di euro) per connettere due snodi strategici del quadrante est.

  • Piazza Mancini – Vigna Clara: 3 km (107 milioni di euro) a servizio del quadrante nord e degli impianti sportivi.

  • Anagnina – Tor Vergata – Torre Angela: 9 km (412 milioni di euro) per collegare il polo universitario e la direttrice Casilina.

  • Giardinetti – Tor Vergata – Scambiatore A1 Sud: 3 km (114 milioni di euro), prolungamento naturale della linea da Termini.

  • Tangenziale Tranviaria Trastevere – Laurentina: 8,5 km (371 milioni di euro) per unire la stazione ferroviaria di Trastevere con l’EUR attraverso viale Marconi.

  • Laurentina – Subaugusta: Collegamento chiave per connettere la linea B con la linea A attraversando l’area del Parco dell’Appia Antica.

2. Il potenziamento delle metropolitane: Prolungamenti A e B e il nodo della Linea D

La vera dorsale della trasformazione della mobilità romana passa dal potenziamento e dall’estensione delle linee metropolitane, un processo complesso che richiede scavi in contesti urbani ad altissima densità e vincoli archeologici.

                  [LA RETE DELLE METROPOLITANE DI ROMA]
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 [METRO A]                      [METRO B]                       [METRO D]
 Batistini ──► Bembo ──► Torrevecchia  Rebibbia ──► Setteville        EUR ──► Monteverde ──► Nomentana
 (Progetto completato: 830M€)    (Fattibilità richiesta: 83M€)   (Fattibilità richiesta: 174M€)
  • Metro A (Battistini – Torrevecchia): Dopo anni di attesa (i primi studi risalgono al 1973), il Campidoglio ha completato nel luglio 2026 il Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica (PFTE) per la realizzazione delle due nuove stazioni Bembo e Torrevecchia. La documentazione è stata trasmessa al Governo per il finanziamento dell’opera, stmata in circa 830 milioni di euro.

  • Metro B (Rebibbia – Setteville): Il Comune ha richiesto al MIT un contributo di 83 milioni di euro per la sola redazione del PFTE e per le indagini preliminari, necessarie a valutare il prolungamento di 8 km e 6 stazioni verso il quadrante nord-est (dal valore stimato di circa 4 miliardi).

  • Linea D: La quarta metropolitana di Roma rappresenta la vera sfida infrastrutturale della città, destinata a collegare l’EUR con la Nomentana con una nuova stazione annunciata a Monteverde. Il Comune ha richiesto al Governo 174 milioni di euro per lo studio di fattibilità tecnico-economica, propedeutico alla ricerca della copertura finanziaria complessiva stimata in circa 9 miliardi di euro.

3. Tecnologie di sicurezza e la proposta per il Trasporto Pubblico Locale

Accanto alle grandi opere infrastrutturali, il piano del Campidoglio include interventi mirati all’efficientamento del servizio esistente. Tra questi figura la richiesta di 28 milioni di euro per la posa di nuovi tornelli antiscavalco in entrata e in uscita in tutte le 75 stazioni della rete metropolitana, misura su cui ATAC sta valutando forme di copertura alternative in attesa dei fondi statali.

Sullo sfondo della programmazione verso le amministrative del 2027, la mobilità si conferma un perno centrale dell’agenda politica cittadina e nazionale. Il sindaco Gualtieri, anche nella sua veste di presidente dell’ALI (Lega delle Autonomie Locali), ha rilanciato una proposta per un Piano Nazionale del Trasporto Pubblico da 5 miliardi di euro, inteso a garantire risorse certe ai Comuni italiani per il rinnovo delle flotte, l’abbattimento dei costi degli abbonamenti e il sostegno ai grandi cantieri della transizione ecologica.

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