
Inflazione a Roma in crescita nel 2025: la spesa diventa più cara
Con l’inizio del 2025, l’inflazione a Roma registra un rialzo, raggiungendo il 2% su base annua. Un valore in linea con l’obiettivo della Banca Centrale Europea, ma superiore alla media nazionale dell’1,7%. Il dato è accompagnato da un incremento mensile dello 0,7%, portando il tasso ai livelli massimi dallo scorso ottobre. Il settore della ricettività e della ristorazione segna la crescita più significativa, con un aumento del 4,1%.
Il costo della vita nella Capitale è influenzato soprattutto dall’aumento dei prezzi di alcuni beni di largo consumo. Tra i rincari più marcati, spiccano il caffè e il cioccolato (+15%), effetto di speculazioni e politiche sui dazi. Seguono aumenti per frutta (+4%), carne (+2,3%), latte e formaggi (+1,2%) e oli e grassi (+3,4%). Alcuni prodotti registrano incrementi particolarmente elevati: le mele costano il 30% in più rispetto all’anno scorso, mentre le clementine sono addirittura raddoppiate di prezzo.
Secondo l’indice comunale dei prezzi al consumo (NIC), l’aumento dell’inflazione a Roma è legato anche all’impatto del Giubileo 2025. L’evento ha portato un incremento del flusso turistico, con un +7,3% nei prezzi dei servizi di alloggio e un +3,1% per bar e ristoranti. I pacchetti vacanze hanno subito un rincaro del 13,5%, rendendo più costosi i viaggi sia in entrata che in uscita dalla città.
Le famiglie romane devono fare i conti anche con i rincari nel settore energetico: luce e gas regolamentati sono aumentati del 26,8% su base annua e del 14,8% rispetto al mese precedente. Anche i servizi ricreativi e sportivi registrano un balzo del 19,2%. Il prezzo del tabacco è salito del 4%, mentre il costo dell’istruzione è cresciuto del 2,6%.
Nonostante il quadro generale di rincari, alcuni beni registrano una riduzione dei prezzi. Tra questi, il vino (-0,3%), le calzature (-1,5%), gli elettrodomestici (-1,9%) e gli smartphone (-17,3%). Anche il gasolio per riscaldamento segna un calo del 2,6%, mentre le polizze assicurative sanitarie scendono del 4,5%. Roma si conferma tra le città più care d’Italia, con un trend inflattivo influenzato dal turismo e dagli aumenti nei beni di consumo essenziali.
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