
Il futuro del Grand Hotel Plaza tra riorganizzazione e nuovi capitali internazionali
Il Grand Hotel Plaza non è soltanto un indirizzo di prestigio nel cuore di via del Corso, ma un vero e proprio scrigno di memorie che hanno segnato la storia culturale e artistica della Capitale. Oggi questa icona dell’ospitalità romana si appresta a vivere quello che viene definito un «rilancio imprenditoriale» di vasta portata, un cambiamento che potrebbe segnare la fine dell’epoca della gestione esclusivamente familiare per aprirsi a orizzonti più internazionali. La dimora che per vent’anni ospitò il genio di Pietro Mascagni e che vide passare tra i suoi saloni registi del calibro di Federico Fellini e Luchino Visconti, il quale scelse queste stanze come set per alcune scene indimenticabili del Gattopardo, si trova oggi davanti a un bivio strategico. Il fascino che ha ammaliato banchieri, reali e divi di Hollywood non è svanito, ma per restare competitivo nel mercato globale dell’alta gamma necessita di una nuova linfa vitale e di una struttura societaria più robusta.
Il motore di questa trasformazione è rappresentato dalle sorelle Cristiana e Olivia Paladino, figlie dello storico proprietario Cesare, le quali detengono quote paritarie nella holding di famiglia, la Agricola Monastero Santo Stefano Vecchio srl. Le due imprenditrici hanno deciso di avviare una profonda riorganizzazione del gruppo, che passerà attraverso la fusione e la liquidazione di alcune controllate con l’obiettivo dichiarato di rafforzare la patrimonializzazione complessiva. Questo processo non è soltanto un atto tecnico, ma la premessa necessaria per valutare nuovi partenariati con grandi multinazionali del settore luxury o con fondi d’investimento internazionali. Come osservato da molti addetti ai lavori, infatti, «favorire la competizione nell’ambito dell’alta gamma per un marchio a gestione familiare è una sfida molto difficile», specialmente in un contesto post-pandemico dove i grandi capitali globali hanno acquisito gran parte delle strutture storiche più prestigiose.
Il piano di rilancio delle sorelle Paladino mira a lasciarsi alle spalle un periodo complesso, ma la necessità di una gestione più manageriale appare evidente. La solidità dell’asset è d’altronde confermata dall’assenza di esposizioni bancarie significative, un elemento che rende il Plaza particolarmente appetibile agli occhi dei potenziali investitori. Sullo sfondo della ristrutturazione aziendale rimane però da risolvere il nodo del contenzioso con il fratellastro Shawn John Shadow, il quale vanta una pretesa economica di oltre 10 milioni di euro legata al suo recesso dalla compagine sociale.
Le sorelle si trovano dunque a dover armonizzare le esigenze finanziarie con la conservazione di un’eredità architettonica d’eccezione, impreziosita dagli arredi dell’architetto Lorenzo Bongiardino. Per assicurare che l’albergo attenda il suo futuro con successo, la proprietà sta valutando diverse opzioni, dall’accordo interno tra le socie fino all’affidamento della gestione a un operatore di scala mondiale. In fondo, la filosofia che guida questo passaggio sembra ricalcare quella espressa nel capolavoro cinematografico che proprio al Plaza trovò casa: se si desidera che una realtà così gloriosa rimanga fedele a se stessa, è necessario che qualcosa cambi profondamente nella sua struttura interna.