
Fulminacci a Sanremo 2026: il ritorno del cantautore tra amore e ironia
Il countdown per il Festival di Sanremo 2026 è ormai agli sgoccioli e tra i protagonisti più attesi della kermesse guidata da Carlo Conti spicca Filippo Uttinacci, in arte Fulminacci. Il giovane cantautore romano, originario di Casal Lumbroso, si presenta sul palco dell’Ariston con un brano dal titolo emblematico, Stupida sfortuna, che sembra quasi una sfida lanciata al destino proprio in uno dei contesti più scaramantici d’Italia. Nonostante il titolo possa suggerire il contrario, l’artista classe 1997 mantiene il suo consueto approccio scanzonato e razionale, dichiarando apertamente di «non aver mai avuto scaramanzie legate al lavoro». Per lui, l’ansia da prestazione si riduce a concetti molto concreti e legati alla fisicità del palco, tanto da commentare con la sua solita ironia che «In fondo, le cose che possono andare male sono sostanzialmente due: cadere dalla scalinata dell’Ariston o stonare». Questa leggerezza lo accompagnerà per tutta la settimana del Festival, dal 24 al 28 febbraio, inclusa l’attesissima serata dei duetti prevista per venerdì 27.
Proprio in occasione dei duetti, Fulminacci ha deciso di puntare su una collaborazione del tutto inaspettata quanto affascinante, invitando sul palco un’altra romana doc come Francesca Fagnani. I due si cimenteranno in una rilettura di un pilastro della musica italiana, Parole parole, celebre brano di Mina. Contrariamente a quanto si potrebbe immaginare, i ruoli non saranno quelli convenzionali: «No, no: lei farà la parte parlata di Alberto Lupo, io quella di Mina. Mi scuso sin da ora con la Tigre di Cremona». Una scelta audace che l’artista commenta scherzando sulla sua performance vocale. La scelta della Fagnani non è stata casuale, ma dettata da una profonda stima per la sua capacità di essere allo stesso tempo popolare ed elegante. Fulminacci ha spiegato di amare molto la trasversalità, ricordando come già nel 2021 avesse scelto di collaborare con Valerio Lundini, e ha sottolineato l’intenzione di far riscoprire ai suoi coetanei la bellezza integrale di un brano di cui molti conoscono soltanto il ritornello.
Sul fronte del brano in gara, Stupida sfortuna nasce da una collaborazione artistica con il produttore Pietro Paroletti, meglio conosciuto come Golden Years. Il pezzo, concepito già nell’estate del 2024 con una visione orchestrale ben definita, è stato considerato fin da subito il biglietto da visita ideale per il ritorno a Sanremo. Questa canzone farà parte di un progetto discografico più ampio intitolato Calcinacci, la cui uscita è prevista per il prossimo 13 marzo. Si tratta di un album profondamente intimo, nato dalle macerie emotive seguite alla fine della lunga relazione con l’attrice Lia Greco, durata ben 7 anni. Questo distacco ha spinto il musicista verso una fase di regressione necessaria per la ricostruzione personale, un periodo in cui ha ammesso di essere tornato quasi bambino, tra uscite serali e la ricerca di una nuova identità. Da qui deriva il titolo del disco, che richiama l’idea di frammenti di vita che restano a terra dopo un crollo e che devono essere riutilizzati per edificare qualcosa di nuovo.
A 28 anni, la ricerca musicale di Fulminacci si concentra oggi sulla melodia classica e sull’onestà della scrittura, rifiutando scorciatoie moderne o riempitivi testuali. Il suo obiettivo è presentare un lavoro solido, che troverà la sua massima espressione nel tour dei palasport che partirà il 9 aprile proprio dalla sua Roma. Nonostante l’accoglienza positiva della stampa, il cantautore affronta la competizione con il distacco tipico di chi vede la musica come un gioco serio, dove l’importante è arrivare vicini alla vetta ma senza l’ossessione del primato. Anche di fronte a temi spinosi come la partecipazione all’Eurovision in relazione alle attuali tensioni internazionali, l’artista mantiene una posizione riflessiva e prudente, preferendo concentrarsi sul momento presente.