
Frosinone, horror nei boschi: trovato un cadavere a pezzi tra gli alberi

Un nuovo capitolo si aggiunge al giallo di Frosinone. Nei boschi tra Broccostella, Posta Fibreno e Campoli Appennino, il fiuto di Luna, cane molecolare dell’unità cinofila, ha guidato gli investigatori fino a un punto nascosto tra vegetazione e rami spezzati. Lì sono stati ritrovati nuovi frammenti ossei: una testa, il busto e altre parti del corpo, tasselli fondamentali per ricomporre un cadavere già in parte rinvenuto nei giorni scorsi. I resti sono stati trasferiti all’obitorio dell’ospedale Santa Scolastica di Cassino, dove saranno sottoposti ad autopsia e analisi del DNA. L’identificazione ufficiale arriverà solo nei prossimi giorni, ma gli indizi fanno pensare che si tratti di Elvio Delicata, 60 anni, scomparso da Atina il 2 luglio scorso.
Il bosco teatro del ritrovamento non è nuovo a fatti di sangue. È stato ribattezzato da alcuni come il “triangolo della morte”, un’area già segnata da episodi tragici: nel 2005 l’omicidio di Adriana Tamburrini, la 19enne di Sora uccisa dal fidanzato perché incinta; nel 2014 il caso di Gilberta Palleschi, insegnante e ambasciatrice Unicef, uccisa mentre faceva jogging e ritrovata dopo oltre un mese in un dirupo.
Ora, quasi dieci anni dopo, la zona torna protagonista di un caso oscuro. I primi resti del cadavere erano stati trovati domenica scorsa: un piede con una scarpa da ginnastica Saucony, un femore, una maglietta verde, dei bermuda di jeans e un dente. Segni che fanno pensare proprio a Delicata, visto che alcuni testimoni lo ricordano con abiti simili il giorno della scomparsa. La Procura di Cassino procede mantenendo aperte tutte le piste: malore improvviso, gesto estremo o morte violenta. Un ruolo chiave sarà affidato all’analisi medico-legale e ai tabulati del cellulare sequestrato a Delicata, che potrebbero ricostruire i suoi ultimi spostamenti. Gli investigatori non escludono che a smembrare il corpo sia stata la fauna selvatica, in particolare i cinghiali che popolano la zona. Una circostanza che complicherebbe l’analisi della scena, visto che la dispersione naturale dei resti è durata oltre cinquanta giorni.
Ad Atina la notizia si è diffusa rapidamente. Delicata era conosciuto come un uomo riservato, spesso visto al bar in compagnia di un amico. Il sindaco Piero Volante ha dichiarato: «Lo avevo visto due giorni prima della scomparsa. Indossava un paio di bermuda. Non aveva mai dato problemi, era una persona tranquilla». Ora la comunità attende con ansia gli esiti delle indagini per dare un nome certo ai resti e chiarire le cause della morte. Intanto, il bosco della Valcomino resta avvolto dal mistero, segnato ancora una volta da un episodio che alimenta la fama di un luogo inquietante.