
Dodici ore di tensione a Roma: corteo pacifico, scontri al Celio, barricate e idranti a Testaccio
Dodici ore di paralisi, tensioni e guerriglia urbana nel cuore della Capitale. La giornata di sciopero generale proclamata l’altro ieri, venerdì 30 ottobre 2026, ha mostrato due volti radicalmente opposti: da un lato una marea di lavoratori e studenti scesi in piazza per una protesta pacifica contro il carovita e le politiche di riarmo; dall’altro la frangia intransigente di circa trecento incappucciati determinata a forzare i cordoni di sicurezza per puntare ai palazzi del potere.
Il bilancio provvisorio della giornata, culminata in cariche, lanci di lacrimogeni e l’uso degli idranti, parla di otto persone fermate e di circa 350 soggetti identificati dalle forze dell’ordine.
1. Dalla spaccatura al Colosseo alle barricate con i cassonetti al Celio
La prima svolta critica della giornata si è consumata nel primo pomeriggio, intorno alle 15:30, quando il corteo principale è transitato nell’area del Colosseo.
[CRONOLOGIA DELLE TENSIONI - 30 OTTOBRE]
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[ORE 15:30] [TARDO POMERIGGIO] [SERA] [NOTTE]
Spaccatura al Tentativo di marcia su Scontri e idranti Dissolvimento a
Colosseo e guerriglia Trastevere e blocchi su a Testaccio e piazza Albania e
al Celio (barricate, Ponte Sisto, Garibaldi e piazza dell' 8 fermati complessivi.
cassonetti in fiamme) Sublicio per i ponti Emporio.
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L’assalto in via Claudia: Un gruppo di circa 300 manifestanti con il volto coperto si è staccato dai collettivi studenteschi e dal blocco Usb, riversandosi in via Claudia, nei pressi dell’ospedale militare del Celio.
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Devastazione e roghi: Qui sono state erette barricate improvvisate dando fuoco ai cassonetti della spazzatura, rovesciando tavolini sottratti ai bar della zona e lanciando cestini, biciclette in sharing, pietre e bombe carta contro il cantiere della metro C.
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La risposta delle forze dell’ordine: La polizia ha risposto con cariche di alleggerimento e lacrimogeni, respingendo il gruppo che ha cercato riparo all’interno del corteo principale. Parallelamente, un gruppo di studenti ha inscenato un’acampada con tende direttamente sull’asfalto di via dei Fori Imperiali.
2. La marcia verso i ponti e i blocchi a Trastevere e Testaccio
Nel tardo pomeriggio, il baricentro della protesta si è spostato verso la riva opposta del Tevere. Intorno alle 17:20, un corteo composto da circa 2.000 studenti ha raggiunto viale Trastevere bloccando il traffico davanti al ministero dell’Istruzione e avanzando al grido di “Andiamo in Parlamento!” nel tentativo di raggiungere Montecitorio e Palazzo Chigi.
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La chiusura dei ponti: Per impedire l’attraversamento del fiume da parte del corteo non autorizzato, la Questura ha blindato gli accessi viari. A Ponte Sisto si sono registrati i primi contatti con lanci di uova e bottiglie, seguiti dalla chiusura preventiva di Ponte Garibaldi, degli ingressi all’Isola Tiberina, di Ponte Palatino e di Ponte Sublicio.
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Idranti a Testaccio: La situazione è degenerata in serata sul lungotevere Testaccio e in piazza dell’Emporio, dove i manifestanti hanno lanciato oggetti contro i reparti mobili. Per liberare le strade, le forze dell’ordine hanno azionato gli idranti e respinto i facinorosi fino a piazza Albania, dove la mobilitazione si è infine esaurita in tarda serata.
3. Le denunce e le indagini in corso
Mentre dal palco dei camion degli organizzatori si levavano gli annunci di nuove proteste per i prossimi giorni, sul fronte dei manifestanti sono arrivate le denunce sindacali e associative contro la pratica del kettling (l’accerchiamento di massa operato dalle forze di polizia per procedere all’identificazione dei partecipanti).
Le autorità hanno acquisito i filmati delle telecamere di videosorveglianza e i materiali registrati sul campo per identificare i responsabili dei danneggiamenti e degli incendi. Per le otto persone fermate e per i soggetti già identificati nelle ore successive verranno formalizzate le accuse di resistenza, danneggiamento aggravato e blocco stradale.