
Disagio mentale tra i minori: crescono depressione, autolesionismo e suicidi
Sguardi spenti, silenzi prolungati e comportamenti fuori controllo. È il volto sempre più evidente del disagio mentale tra bambini e adolescenti, un fenomeno che in Italia sta assumendo i contorni di una vera emergenza sociale. Crescono i casi di depressione, ansia, autolesionismo, disturbi alimentari e, nei casi più estremi, i suicidi. Parallelamente aumentano in modo significativo gli accessi ai pronto soccorso, mentre il sistema di assistenza fatica a rispondere in maniera adeguata, schiacciato da una cronica carenza di personale e strutture.
I numeri emersi dall’indagine della Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza sul disagio giovanile sono allarmanti. Un adolescente su cinque, circa il 20%, ricorre a cure per disturbi psichiatrici e, secondo l’Istituto superiore di sanità, il suicidio rappresenta oggi la seconda causa di morte nella fascia di età tra i 15 e i 24 anni. Una percentuale compresa tra il 7 e il 10% di questi giovani necessita di trattamenti intensivi, ma per i bambini più piccoli, in particolare quelli intorno ai 9 anni, mancano strutture idonee dedicate.
Dopo la pandemia da Covid-19 la situazione è ulteriormente peggiorata. L’intento suicidario è aumentato del 147%, i casi di ansia del 110% e quelli di depressione dell’11%. Al Policlinico Umberto I di Roma, solo per citare un esempio, le consulenze neuropsichiatriche in pronto soccorso per ragazzi tra i 14 e i 17 anni sono passate da 1.100 nel 2022 a 1.500 nel 2023. Una crescita che conferma una tendenza in atto già da oltre un decennio: nel 2011 gli accessi annui per richieste di supporto neuropsichiatrico erano 155, nel 2021 sono diventati 1.824.
«I dati sul post-Covid e in particolare quelli sugli accessi ai pronto soccorso fanno oggettivamente impressione», ha dichiarato la presidente della Commissione, Michela Vittoria Brambilla. «Gli esperti che abbiamo ascoltato non sono portati ad esagerare: ciò che vedono ogni giorno somiglia davvero a un’emergenza sociale».
A rendere il quadro ancora più critico è la profonda disomogeneità territoriale dei servizi di neuropsichiatria infantile e adolescenziale. In Italia cinque regioni sono prive di Unità di ricovero dedicate e il numero di posti letto è nettamente insufficiente. Nel 2021 erano disponibili a livello nazionale 403 letti di ricovero ordinario, pari a 4 ogni 100mila abitanti tra 0 e 17 anni, contro un fabbisogno minimo stimato di almeno 7. Anche sul fronte del personale la situazione è critica: nessuna Regione raggiunge gli standard minimi di specialisti previsti dal Servizio sanitario nazionale. Calabria, Basilicata, Campania e Abruzzo dispongono di meno di un terzo degli specialisti necessari.
Le cause del disagio sono molteplici e intrecciate: rarefazione dei legami sociali, uso eccessivo dei social network, stili di vita scorretti, isolamento e fragilità emotive accentuate dalla pandemia. I dati Unicef 2024 confermano che il suicidio è la seconda causa di morte tra i giovani tra i 15 e i 19 anni, dopo gli incidenti stradali, mentre nell’Unione europea oltre 11 milioni di bambini e ragazzi soffrono di disturbi mentali.
Da qui le raccomandazioni della Commissione: rafforzare i servizi territoriali, aumentare i posti letto e il numero di specialisti, investire di più nella sanità mentale e introdurre stabilmente figure di supporto nelle scuole, come psicologi e nutrizionisti. Senza un intervento strutturale e coordinato, avvertono i parlamentari, il rischio è che una generazione intera resti sola di fronte a una sofferenza sempre più diffusa e profonda.