
Crans-Montana: la Procura di Roma dispone le autopsie. Interrogati i gestori
L’inchiesta sulla tragedia di Capodanno a Crans-Montana, costata la vita a quaranta persone tra cui sei giovanissimi italiani, si allarga ufficialmente all’Italia. La Procura di Roma ha infatti aperto un fascicolo per omicidio, lesioni e incendio colposi, reati speculari a quelli ipotizzati dalla magistratura del Cantone Vallese. La mossa dei pm capitolini, guidati dal principio di competenza per i reati commessi all’estero contro cittadini italiani, punta a colmare le lacune procedurali denunciate dai familiari delle vittime. Il primo atto formale è la disposizione delle autopsie sui corpi dei sei ragazzi, rimpatriati dalle autorità svizzere senza che venisse effettuato alcun accertamento medico-legale esaustivo.
Le autopsie, delegate alle procure di Milano, Bologna e Genova, richiederanno la riesumazione delle salme a poche ore dalle esequie, un passo doloroso ma ritenuto necessario per accertare le reali cause del decesso. Le famiglie, rappresentate da legali come l’avvocato Alessandro Vaccaro, hanno sollevato forti dubbi sulle procedure elvetiche, segnalando certificati di morte privi di dettagli tecnici e identificazioni avvenute solo tramite DNA nonostante il rinvenimento dei documenti personali. L’ambasciatore italiano Gian Lorenzo Cornado incontrerà lunedì la procuratrice svizzera Beatrice Pilloud per coordinare il passaggio degli atti e garantire che la magistratura italiana possa visionare ogni elemento raccolto a Sion.
Mentre l’Italia avvia i propri accertamenti, in Svizzera si è tenuto il primo interrogatorio da indagati per Jacques e Jessica Moretti, i coniugi francesi proprietari del bar Le Constellation. Finora ascoltati solo come testimoni, i due gestori devono ora rispondere di accuse pesantissime in stato di libertà, una scelta della magistratura locale che ha scatenato accese polemiche. Gli investigatori si stanno concentrando anche sulla loro situazione patrimoniale: il locale vantava un affitto di 40.000 euro al mese e i Moretti avrebbero accumulato fortune ingenti in meno di dieci anni senza ricorrere a mutui. L’avvocato Romain Jordan, che assiste oltre venti famiglie, ha definito “essenziale” chiarire la provenienza di tali fondi in relazione alla gestione della sicurezza.
Parallelamente al fronte penale, si sta aprendo una battaglia civile senza precedenti. Il Comune di Crans-Montana è finito sul banco degli imputati per la totale assenza di controlli antincendio negli ultimi anni: l’amministrazione ha ammesso che l’ultima ispezione nel bar risaliva al 2019, violando l’obbligo di verifiche annuali. L’avvocato Jordan sta già predisponendo una causa per responsabilità civile contro l’ente locale, stimando danni per centinaia di milioni di franchi tra risarcimenti per le vite perdute e costi di riabilitazione per i 116 feriti. La posizione del Comune è aggravata dall’accusa di “garantismo eccessivo” verso i gestori e dal tentativo, poi ritirato e definito “maldestro” dalla stessa procuratrice Pilloud, di influenzare le famiglie nella scelta dei propri legali.
Il caso ha assunto ormai una dimensione europea: dopo la Francia, anche il Belgio ha aperto un fascicolo per assistere le proprie vittime residenti nel Brabante Vallone. Mentre l’istituto forense di Zurigo procede con la perizia tecnica sul soffitto del locale — dove si sospetta l’uso di schiuma fonoassorbente non a norma — le salme dei ragazzi italiani tornano simbolicamente al centro dell’indagine. Per i familiari, la ricerca della verità passa ora per i laboratori di medicina legale italiani, nella speranza che la giustizia svizzera possa essere integrata da accertamenti scientifici rigorosi che rendano onore alla memoria delle vittime.
M.M.