
Corruzione al Genio Civile di Roma: tangenti per falsi collaudi antisismici
L’integrità delle autorizzazioni sismiche e dei collaudi statici nel Lazio è finita al centro di una preoccupante inchiesta giudiziaria che ha svelato un meccanismo di corruzione radicato all’interno dell’ufficio del Genio Civile. Il quadro delineato dalle indagini, coordinate dal pubblico ministero Carlo Villani e condotte con precisione dai carabinieri, descrive una realtà fatta di documenti falsificati, accessi abusivi ai database regionali e mazzette versate per aggirare i controlli sulla sicurezza degli edifici. Il provvedimento emesso dal giudice per le indagini preliminari Marisa Mosetti ha portato agli arresti domiciliari due funzionari pubblici e una donna che fungeva da raccordo tra gli uffici e i privati cittadini in cerca di scorciatoie burocratiche.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, le somme versate per oliare gli ingranaggi dell’amministrazione variavano dai 150 fino ai 6mila euro. L’ordinanza cautelare parla esplicitamente di «un vero e proprio sistema, per manipolare l’istruttoria tecnico-amministrativa e ottenere il rilascio di permessi o autorizzazioni in sanatoria in assenza delle condizioni normative». Al centro di questa rete si trovava la donna che, stando alle intercettazioni, vantava una solida capacità di influenzare i dipendenti pubblici in servizio presso l’ufficio per far avanzare pratiche prive dei requisiti necessari.
Le conversazioni registrate dagli investigatori nell’aprile del 2021 hanno permesso di cristallizzare il modus operandi dell’organizzazione. In un’occasione, l’intermediaria lamentava l’alto costo sostenuto per ottenere un protocollo, mentre in un’altra circostanza ammetteva di aver consegnato centinaia di euro a diversi soggetti per garantire l’agibilità di un immobile. Nelle intercettazioni si fa riferimento diretto all’abitudine di alcuni dipendenti di richiedere compensi extra anche solo per semplici ricerche d’archivio: «Loro sono abituati in maniera diversa, pure ‘ste informazioni solitamente se le fanno pagà, non è che me le fanno tutte gratis, capisci che te voglio dì, vogliono anche qualcosetta per fare ste ricerche».
Il lavoro degli investigatori ha poi portato all’identificazione dei funzionari regionali coinvolti. Uno, in particolare, ricopriva il delicato ruolo di responsabile del procedimento per le istanze di autorizzazioni sismiche e faceva parte della Commissione antisismica. Le accuse nei suoi confronti sono pesanti: tra il 2019 e il 2022 avrebbe incassato tangenti per un valore complessivo di circa 80mila euro. Anche la moglie dell’uomo risulta indagata, sospettata di aver facilitato l’emissione di fatture per operazioni inesistenti con lo scopo di ripulire e occultare i proventi illeciti derivanti dalle mazzette.
Il cinismo dei coinvolti emerge chiaramente dalle richieste di denaro documentate nelle carte dell’inchiesta. Riferendosi a un’agevolazione concessa a un cliente, affermava senza esitazioni: «Normalmente per ‘ste cose sono 500», arrivando persino a concedere una sorta di sconto su richiesta dell’interessato. Il danno arrecato alla sicurezza pubblica appare però ben più grave dei profitti illeciti: i dipendenti del Genio Civile venivano remunerati per redigere falsi certificati di collaudo su cui venivano apposte le firme di ingegneri ignari. Questi atti venivano prodotti senza alcun sopralluogo tecnico e successivamente depositati alterando manualmente il registro cartaceo d’ufficio, per nascondere le incongruenze.