Blitz sul referendum giustizia: il Governo vuole giocare d’anticipo

29/10/2025

Un blitz politico, studiato per spiazzare le opposizioni e ribaltare il terreno di scontro sul tema più divisivo della legislatura: la riforma della giustizia. È questo, secondo fonti di governo, il piano che la premier Giorgia Meloni e il ministro della Giustizia Carlo Nordio starebbero mettendo a punto per anticipare la campagna referendaria sulla separazione delle carriere tra giudici e pm, cavallo di battaglia storico del centrodestra. L’obiettivo: portare gli italiani alle urne prima che le opposizioni possano organizzarsi, trasformando la consultazione in un plebiscito politico a pochi mesi dalle elezioni del 2026.

Il disegno è chiaro. Come spiegano fonti vicine a Palazzo Chigi, basterebbe l’iniziativa di un quinto dei membri di una Camera per formalizzare la richiesta di referendum, senza attendere i tempi canonici. «Giocare d’anticipo può funzionare», avrebbe confidato Nordio ai suoi, convinto che un referendum “proattivo” rafforzi la narrazione del governo come motore del cambiamento. Meloni, d’altronde, ha più volte ribadito che «la riforma della giustizia non è un fardello da sopportare, ma un’opportunità per rimettere ordine nel Paese».

Giovedì arriverà il via libera definitivo al Senato, seguito da una pubblicazione in Gazzetta Ufficiale che darà il via al conto alla rovescia. Intorno a via Arenula e Palazzo Chigi si stanno già organizzando vertici e riunioni operative per calibrare la strategia comunicativa e definire un quesito referendario semplice e popolare, capace di parlare al sentimento diffuso degli italiani verso un sistema giudiziario percepito come lento e inefficiente.

La parola d’ordine nel centrodestra è una: spiegare la riforma, non subirla. Gli uffici legislativi del ministero sono al lavoro su una domanda diretta, che tocchi i nervi scoperti dell’opinione pubblica: le correnti delle toghe, la mancanza di responsabilità per gli errori giudiziari, le lungaggini dei processi. «Chiederemo agli italiani se sono soddisfatti della giustizia che hanno», spiegano fonti interne al dicastero.

Parallelamente, si prepara una mobilitazione capillare. Decine di comitati per il “sì” nasceranno già la prossima settimana in tutta Italia. L’obiettivo non è solo organizzativo: ogni comitato garantirà minuti preziosi nei talk show e nei dibattiti televisivi, sfruttando la par condicio come cassa di risonanza per il messaggio del governo.

Sul piano istituzionale, restano però dubbi significativi. La giurisprudenza costituzionale non è univoca sulla possibilità di attivare il referendum prima dei novanta giorni previsti dalla legge dopo la pubblicazione della riforma. Precedenti illustri — come quelli di Amato nel 2001 e Renzi nel 2016 — suggeriscono prudenza, ma il messaggio politico di Meloni sembra prevalere su ogni cautela: «La conta sulla giustizia la vogliamo e la vogliamo subito».

In risposta, la sinistra si prepara al contrattacco: comitati del “no” già registrati da notai e raccolte firme per i 500mila sostenitori necessari. Una partita destinata a infiammare il dibattito pubblico nei prossimi mesi, con la premier decisa a trasformare la riforma simbolo di Silvio Berlusconi in un test di consenso personale e di leadership.

Ti è piaciuto l’articolo?

Condivilo su tutti i social e menziona RomaNews 24 – Le notizie da Roma in tempo reale

Potrebbero interessarti

Meloni, Salvini e Tajani: il patto del rilanciare il governo dopo il referendum

Meloni, Salvini e Tajani: il patto del rilanciare il governo dopo il referendum

Il clima politico romano si è fatto improvvisamente pesante, carico di quei silenzi che solitamente precedono le grandi decisioni o i crolli definitivi. Dopo un Consiglio dei ministri attraversato da un mutismo quasi surreale sulla recente sconfitta elettorale e sull’uscita di scena di Daniela Santanché, la premier Giorgia Meloni ha deciso che i panni sporchi […]

29/03/2026

Meloni ad Algeri per il gas italiano dopo lo stop delle forniture dal Qatar

Meloni ad Algeri per il gas italiano dopo lo stop delle forniture dal Qatar

La missione diplomatica di Giorgia Meloni ad Algeri si apre sotto il segno di una necessità per la sicurezza energetica nazionale. Siamo nel pieno di un 2026 segnato da un conflitto devastante in Medio Oriente che ha visto l’asse composto da Stati Uniti e Israele contrapporsi direttamente all’Iran, con ripercussioni immediate e pesantissime sulle rotte […]

26/03/2026

La sconfitta al referendum fa vacillare anche il ministro Nordio

La sconfitta al referendum fa vacillare anche il ministro Nordio

L’atmosfera che si respira tra i corridoi di via Arenula è quella tipica delle ore successive a una disfatta che lascia il segno. Carlo Nordio, il Guardasigilli che ha legato il suo nome e la sua carriera politica a una riforma della giustizia dalle tinte fortemente garantiste, sta vivendo ore di profonda amarezza. Per il […]

24/03/2026

Lazio, Referendum: a Roma vince il No, nelle altre province prevale il Sì

Lazio, Referendum: a Roma vince il No, nelle altre province prevale il Sì

L’esito delle urne per il Referendum sulla giustizia consegna un’immagine nitida di un’Italia profondamente partecipe, capace di far segnare un’affluenza record del 58,93%. Il verdetto è inequivocabile: il No ha trionfato con il 53%, respingendo le proposte di riforma e aprendo una fase di riflessione profonda all’interno della maggioranza di governo. La premier Giorgia Meloni […]

23/03/2026

L’Italia guida il fronte dei Paesi UE contro le tasse green

L’Italia guida il fronte dei Paesi UE contro le tasse green

L’Europa si trova nuovamente a un bivio decisivo per il proprio futuro industriale ed energetico. Al centro della contesa c’è il sistema Ets, ovvero il meccanismo dei permessi di emissione di anidride carbonica che obbliga le centrali elettriche e le industrie energivore a pagare per ogni tonnellata di CO2 rilasciata nell’atmosfera. Quella che per anni […]

18/03/2026

Scudo energetico e aiuti di Stato: il piano di Von der Leyen per l’industria europea

Scudo energetico e aiuti di Stato: il piano di Von der Leyen per l’industria europea

Bruxelles si prepara a un vertice decisivo per il futuro industriale del continente, con la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen che ha già tracciato la rotta in una lettera indirizzata ai ventisette leader dell’Unione. Al centro della strategia c’è la necessità di liberare immediatamente gli aiuti di Stato dai vincoli comunitari, creando […]

17/03/2026

Giorgia Meloni frena sull’intervento italiano nello stretto di Hormuz

Giorgia Meloni frena sull’intervento italiano nello stretto di Hormuz

La cautela domina la linea diplomatica del governo italiano di fronte all’aggravarsi delle tensioni nel quadrante mediorientale, con una netta distinzione tra le missioni difensive già in atto e il rischio di un coinvolgimento diretto in nuovi teatri di scontro. Giorgia Meloni, intervistata lunedì sera a Quarta repubblica da Nicola Porro, ha tracciato un confine […]

17/03/2026

L’Italia invia il nuovo cannone anti-droni in soccorso del Kuwait

L’Italia invia il nuovo cannone anti-droni in soccorso del Kuwait

La tensione crescente nel quadrante mediorientale sta spingendo il governo di Roma a una decisa accelerazione sul fronte della cooperazione militare e della protezione degli assetti alleati. Da giorni è in corso un pressing costante sulle aziende del comparto difesa per fornire ai partner del Golfo uno scudo aereo capace di neutralizzare la minaccia rappresentata […]

07/03/2026

Report dell’Intelligence: con la guerra all’Iran, cresce il rischio terrorismo

Report dell’Intelligence: con la guerra all’Iran, cresce il rischio terrorismo

Il 2026 si delinea come un anno di profonda trasformazione per la sicurezza del continente europeo, con un aumento del rischio terrorismo dovuto all’escalation del conflitto in Medio Oriente. La nuova relazione annuale sulla politica dell’informazione per la sicurezza, intitolata “Governare il cambiamento”, è stata presentata ieri alla Camera alla presenza del sottosegretario Alfredo Mantovano […]

05/03/2026