
Blitz dei parà del Tuscania al Quarticciolo, 18 pusher arrestati
Le strade del Quarticciolo sono state il teatro di un massiccio intervento coordinato che ha visto i carabinieri operare al fianco dei paracadutisti del 1° Reggimento Tuscania. La scena che si è presentata ai militari è stata quella di un vero e proprio mercato a cielo aperto, una sorta di emporio della droga attivo senza sosta, dove una lunga fila di acquirenti attendeva il proprio turno per rifornirsi. L’operazione, decisa in sede di Comitato per l’ordine e la sicurezza, ha segnato un punto di rottura significativo per quella che è considerata, insieme a Ostia, una delle principali piazze di spaccio della Capitale. In meno di 24 ore sono stati eseguiti 18 arresti, un colpo durissimo che ha imposto quello che i cronisti definiscono un brusco stop alle vendite.
Tra i profili delle persone finite in manette emergono storie di estremo disagio e marginalità sociale. Spiccano le figure di due donne italiane che hanno fornito giustificazioni diverse per la loro attività illecita. Una di loro, visibilmente provata, ha ammesso agli inquirenti di essere stata «costretta» a spacciare a causa della mancanza di denaro necessario per acquistare le dosi per uso personale, evidenziando il drammatico circolo vizioso della dipendenza. L’altra ha invece tentato di giustificare il possesso di ingenti somme di denaro attribuendole alla prostituzione. Il blitz ha inoltre portato all’arresto di diversi cittadini nordafricani, spesso reclutati dalle organizzazioni criminali come manovalanza a basso costo. A questi uomini viene garantita una paga giornaliera che raramente supera i 20 euro e, in caso di arresto, vengono immediatamente rimpiazzati da altri connazionali, sollevando i gruppi dominanti da qualsiasi onere di assistenza legale o supporto alle famiglie. Tra i fermati è stato individuato anche un uomo appena uscito da una precedente udienza, trovato dai militari in condizioni di estrema indigenza e sfamato dagli stessi carabinieri dopo due giorni di digiuno.
La perquisizione capillare del territorio ha permesso il rinvenimento di circa 500 dosi tra cocaina e crack. L’ingegno criminale nello scegliere i nascondigli conferma la complessità del controllo in questo quartiere: la droga è stata trovata all’interno delle cassette della posta, occultata tra i giochi dei bambini nei parchi pubblici, nascosta in intercapedini ricavate nei muri dei palazzi e persino sotto le mattonelle dei cortili o tra la vegetazione. Oltre al contrasto immediato allo spaccio, le operazioni hanno permesso di individuare e smantellare depositi allestiti in locali popolari e cantine occupate abusivamente. Queste strutture, non risultando assegnate a nessuno, garantivano alle consorterie criminali la possibilità di stoccare grandi quantità di sostanze stupefacenti riducendo il rischio di essere ricollegati direttamente ai carichi.
Parallelamente all’azione repressiva, si sta muovendo una complessa macchina di riqualificazione urbana sostenuta da un finanziamento congiunto di quasi 50 milioni di euro, frutto della sinergia tra il Governo e il Campidoglio. Sulla scia dell’esperienza maturata a Caivano, il piano prevede un investimento di oltre 20 milioni da parte dello Stato e 25 milioni da parte dell’amministrazione comunale. L’obiettivo è quello di trasformare radicalmente il volto del Quarticciolo attraverso un rilancio che non sia solo architettonico ma soprattutto sociale ed economico. Il progetto prevede la riapertura dei locali Ater al piano terra per destinarli ad attività laboratoriali, artigianali e artistiche, coinvolgendo anche eccellenze come il Teatro dell’Opera di Roma. Sono inoltre previsti interventi strutturali di grande impatto, come la realizzazione di un nuovo asilo nido tra via Molfetta e via Locorotondo, il rifacimento della palestra scolastica di via Pirotta, l’efficientamento dei palazzi e la sistemazione di strade e giardini, con l’intento di restituire legalità e dignità a un’area periferica per troppo tempo lasciata ai margini.
M.M.