
Assegno di inclusione, rinnovo più semplice con procedure online

Il rinnovo dell’Assegno di inclusione (Adi) diventa più semplice grazie alle nuove modalità introdotte dal ministero del Lavoro. I nuclei familiari che hanno terminato i primi 18 mesi di fruizione – a partire da giugno – potranno ora essere presi in carico direttamente a domicilio o tramite collegamento web, senza doversi necessariamente recare presso i servizi sociali. Una semplificazione pensata per agevolare soprattutto le famiglie con maggiori difficoltà di mobilità.
Come chiarisce la nota ministeriale n. 10558 dell’8 agosto, «il case manager, nell’ambito della propria autonomia professionale e qualora sia a conoscenza di oggettivi impedimenti, può individuare modalità alternative che assicurino ugualmente l’incontro con i beneficiari, evitando lo spostamento presso i servizi sociali».
Per i nuclei che hanno presentato domanda a luglio, l’incontro con i servizi sociali dovrà avvenire entro novembre. Trascorso tale termine, senza presa in carico, scatterà la sospensione del beneficio. Complessivamente, tra gennaio 2024 e giugno 2025, 868 mila famiglie hanno percepito almeno una mensilità dell’Adi, per un totale di 2,1 milioni di persone.
A luglio sono arrivate 355 mila richieste di rinnovo, con altre 72 mila attese a settembre e circa 35 mila a ottobre. Chi presenta la nuova domanda deve riproporre le certificazioni relative ad eventuali condizioni di svantaggio dei componenti del nucleo, con i dati aggiornati sui programmi di cura e assistenza.
Per i nuclei invariati, invece, non sarà necessario sottoscrivere un nuovo Patto di attivazione digitale (Pad) sulla piattaforma Siisl: la precedente iscrizione resterà valida.
Un’ulteriore novità riguarda il bonus straordinario introdotto per il 2025. Ai nuclei che hanno terminato i 18 mesi di fruizione dell’Adi e che devono affrontare la sospensione di un mese delle erogazioni, è stato riconosciuto un contributo una tantum fino a 500 euro. Una misura prevista dal decreto approvato dal governo in estate, con l’obiettivo di rafforzare gli strumenti di contrasto alla povertà.
Secondo l’Istat, un italiano su quattro si trova oggi in condizioni di rischio povertà, grave deprivazione materiale o bassa intensità lavorativa. Nel 2024, il 23,1% della popolazione risultava a rischio di esclusione sociale, un dato in leggero aumento rispetto al 22,8% dell’anno precedente.
«In via eccezionale per l’anno 2025 – recita la norma – al fine di rafforzare le misure di contrasto alla povertà e all’esclusione sociale, ai nuclei familiari interessati dalla sospensione di un mese del beneficio economico dell’Assegno di inclusione è riconosciuto un contributo straordinario aggiuntivo».