
Anguillara, ricerche serrate per trovare Federica Torzullo
La comunità di Anguillara Sabazia vive giorni di profonda angoscia mentre le ricerche per Federica Torzullo, la 41 ingegnere gestionale svanita nel nulla da cinque giorni, si fanno sempre più serrate. La donna, impiegata presso l’ufficio postale interno dell’aeroporto di Fiumicino, sembra essere sparita senza lasciare tracce evidenti, portando la Procura di Civitavecchia ad aprire un fascicolo per omicidio volontario. Al centro dell’attività investigativa si trova il marito, un imprenditore di 45 anni operante nel settore del movimento terra. Il sospetto degli inquirenti è che dietro la scomparsa possa celarsi un tragico epilogo legato alla fine della relazione coniugale. Diversi testimoni hanno infatti riferito di liti frequenti all’interno della coppia, in un clima reso ancora più teso dalla richiesta di separazione presentata da Federica, che includeva l’affidamento del figlio di dieci anni. La prima udienza in tribunale si sarebbe dovuta svolgere proprio nei prossimi giorni, fornendo quello che per gli investigatori potrebbe essere il movente principale.
Le indagini si avvalgono di strumenti tecnologici per ricostruire ogni istante degli spostamenti dell’indagato a partire dall’otto gennaio, data dell’ultimo avvistamento della donna. I carabinieri hanno proceduto al sequestro dello smartphone e dell’automobile del marito, analizzando minuziosamente i dati del GPS e le celle telefoniche agganciate. Un elemento chiave è fornito da una telecamera di sorveglianza posta lungo la strada a fondo chiuso dove risiede la famiglia: l’occhio elettronico ha immortalato Federica mentre rientrava in casa intorno alle ore ventitré, ma non l’ha mai vista uscire dall’unica via di accesso disponibile. La sua vettura è rimasta parcheggiata davanti alla villetta a schiera, e il mattino successivo l’ingegnere non si è presentata al lavoro, facendo scattare l’allarme tra i colleghi. Sebbene l’ultimo accesso a un’applicazione di messaggistica risulti effettuato alle otto e venti del venerdì, non vi è certezza che sia stata effettivamente lei a utilizzare il telefono.
Le attività di ricerca si sono spostate con vigore verso i siti operativi della ditta edile dell’uomo, un’azienda molto nota nel territorio che vanta un «parco macchine che permette di svolgere nel minor tempo possibile scavi di ogni genere». Poiché la ditta opera «nel settore del movimento terra da più di venti anni», i militari stanno ispezionando con cura i terreni in località Spanora e i depositi di via Strada comunale San Francesco. Si teme che l’attrezzatura professionale possa essere stata utilizzata per occultare il corpo sotto terra. Contemporaneamente, le motovedette dell’Arma stanno scandagliando le acque del lago di Bracciano e le aree limitrofe di Martignano, dove si trovano diversi appezzamenti abbandonati. Anche l’abitazione della coppia è stata posta sotto sequestro dopo una perquisizione effettuata con il luminol alla ricerca di tracce ematiche, sebbene i primi rilievi non abbiano dato esiti positivi.
Il clima in paese è appesantito dal silenzio della famiglia dell’indagato, in particolare quello della madre, Maria Messenio, che ricopre l’incarico di assessore alla Sicurezza del Comune di Anguillara. Il fatto che non siano stati lanciati appelli pubblici per il ritrovamento della nuora ha alimentato dubbi e mormorii tra i cittadini. Il sindaco Angelo Pizzigallo ha manifestato la sua preoccupazione dichiarando che «C’è profonda preoccupazione. Conosco lei e conosco personalmente entrambe le famiglie. La madre del marito di Federica è un assessore della mia giunta. L’ho sentita appena appresa la notizia». Questo dramma riporta alla mente della comunità locale altre ferite mai rimarginate, come quella di Luigi Mangiapelo, padre della sedicenne uccisa quattordici anni fa proprio sulle sponde del lago. L’uomo ha espresso il suo dolore con parole cariche di empatia: «Spero con tutto il cuore che la ritrovino ma quando le indagini prendono questa piega è difficile non pensare al peggio. Si chiama Federica, proprio come mia figlia, e veder cercare una madre e una moglie nel nulla del lago mi fa mancare il respiro. Mi sembra di tornare indietro, si riapre una ferita che non si è mai chiusa». Le prossime ore saranno determinanti, con la possibilità che il figlio della coppia venga ascoltato in audizione protetta per chiarire quanto accaduto in quella notte tra l’8 e il 9 gennaio.
M.M.