
Alta Tensione nel Municipio V: Mozione sull’Islamofobia Scatena la Scontro tra Estrema Destra e Antifascisti
L’aula di via Perlasca presidiata da Digos e Reparti Celeri: influencer sovranisti chiamano alla protesta contro l’atto promosso da PD, Roma Futura e SCE. Le associazioni del territorio rispondono con un contro-presidio: «Il municipio è antirazzista».
Lunedì 28 settembre 2026 si preannuncia una giornata ad alto rischio di scontri politici e di piazza nel Municipio V di Roma. Al centro dello scontro c’è una mozione contro l’islamofobia presentata dai gruppi di maggioranza — Claudio Poverini (PD), Filippo Riniolo (Roma Futura) e Maurizio Mattana (Sinistra Civica Ecologista) — il cui iter parlamentare locale è bloccato da oltre una settimana a causa delle proteste esplose in aula.
La seduta di lunedì vedrà la discussione di un ordine del giorno presentato da Fratelli d’Italia legato al provvedimento, seguito dal voto finale sulla mozione, su cui la maggioranza è intenzionata a tirare dritto nonostante il clima infuocato.
Che Cosa Prevede la Mozione Contro l’Islamofobia
Il documento oggetto del contendere mira a strutturare una rete di tutela per le minoranze religiose nel territorio municipale attraverso diversi punti chiave:
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Tavolo Territoriale: Istituzione di un tavolo permanente sulle discriminazioni religiose aperto a scuole, associazioni e comunità locali.
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Segnalazioni Anonime: Attivazione di uno sportello di raccolta per episodi di discriminazione, in collaborazione con UNAR (Unione Nazionale Antidiscriminazioni Razziali) e OSCAD (Osservatorio per la Sicurezza Contro gli Atti Discriminatori).
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Mappatura dei Luoghi di Culto: Avvio di un censimento degli spazi di preghiera presenti nel municipio «ai soli fini della messa in sicurezza e della regolarizzazione urbanistica».
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Iniziative Culturali: Promozione di percorsi educativi per contrastare gli stereotipi d’odio.
La posizione della comunità islamica: L’associazione MuRo 27 (Musulmani per Roma 2027) ha accolto il testo con cautela, definendolo una «parziale vittoria formale», ma sottolineando la necessità di mantenere separate la lotta all’islamofobia e la tutela della libertà religiosa universale per tutte le minoranze.
La “Chiamata alle Armi” degli Influencer e la Risposta della Piazza
I tentativi di discussione svolti nelle scorse sedute sono stati interrotti dall’incursione di attivisti di estrema destra e noti influencer del web, tra cui Simone Carabella, che accusano la maggioranza di «aprire le porte all’islamismo radicale». Per la giornata di lunedì, le pagine sovraniste hanno lanciato una mobilitazione di massa davanti alla sede del Consiglio in via Cesare Perlasca 39 per impedire l’approvazione dell’atto.
In risposta, un vasto cartello di realtà sociali, politiche e sindacali ha indetto un contro-presidio nello stesso luogo a partire dalle ore 9:00, rivendicando la natura plurale del quartiere.
I collettivi e i partiti progressisti hanno diffuso un appello congiunto ribadendo che «le persone con background migratorio non sono ospiti, ma lavoratori e parte attiva della comunità», definendo la battaglia come una difesa imprescindibile dei diritti sociali, della casa e della dignità lavorativa contro le discriminazioni.
Dato il concreto rischio di incidenti tra i due schieramenti contrapposti, le forze dell’ordine hanno allertato la Digos e i Reparti Celeri della Polizia di Stato per blindare l’accesso alla sala consiliare e monitorare l’area circostante.