
Al Teatrosophia “Aut-aut”, tra danza e il pensiero di Kierkegaard
Il palcoscenico di Teatrosophia si prepara a ospitare una delle realtà più vivaci e identitarie del panorama artistico contemporaneo, portando in scena una riflessione profonda e necessaria sulla natura umana e sulla responsabilità che deriva dalle nostre decisioni quotidiane. Dal 22 al 25 gennaio 2026, la Margot Theatre Company torna protagonista con lo spettacolo intitolato Aut-Aut, firmato dalla regia di Valentina Cognatti. Questa compagnia ha saputo costruire negli anni un rapporto di grande fiducia con il pubblico della capitale, merito di una firma stilistica inconfondibile che riesce a fondere con estremo equilibrio la prosa tradizionale, la danza contemporanea e la forza evocativa del physical theatre. Opere come Io ed Emma, Le intermittenze della morte e DNA restano impresse nella memoria degli spettatori proprio per la loro capacità di superare i rigidi confini tra le discipline, creando un linguaggio scenico che è allo stesso tempo poetico e di grande impatto emotivo.
La nuova produzione trae la sua linfa vitale dalle riflessioni del filosofo danese Søren Kierkegaard, ma le rielabora attraverso una chiave di lettura estremamente legata alle urgenze del presente. Gli interpreti Martina Grandin, Michelangelo Raponi e Alice Staccioli danno corpo e voce a una ricerca che mette al centro il concetto del bivio esistenziale, esplorando cosa significhi davvero scegliere nel contesto della società odierna. «Aut-Aut è un lavoro di teatro fisico-poetico nato dalla lettura dell’opera di Kierkegaard, interpretata alla luce delle urgenze dell’attualità», spiega la regista. Attraverso i movimenti e la parola, lo spettatore viene spinto a interrogarsi su quanto pesino le proprie decisioni e su come esse vadano a definire l’identità individuale in un mondo sempre più saturo di stimoli e confronti costanti.
Il fulcro della narrazione risiede nella consapevolezza che ogni azione esclude inevitabilmente tutte le altre possibilità che avevamo davanti a noi. Come viene sottolineato dalla poetica dello spettacolo, «l’espressione Aut-Aut implica che ogni decisione sia una separazione: quando scegliamo una strada, rinunciamo all’altra». Questa condizione non è priva di una certa sofferenza intrinseca, poiché ogni opzione in una scelta di tipo o-o rappresenta un mondo diverso e un destino alternativo che viene sacrificato. Il lavoro della compagnia non si limita a un esercizio filosofico astratto, ma scende nel dettaglio delle emozioni più intime, affrontando tematiche come la solitudine che accompagna ogni grande scelta e la pressione sociale derivante dal confronto continuo con gli altri. L’ansia sociale e la ricerca di un sé autentico diventano così i fili conduttori di una rappresentazione che promette di essere intensa e profondamente umana.
L’esperienza proposta dal Teatrosophia non si esaurisce con la chiusura del sipario, poiché lo spazio conferma la sua vocazione di luogo di aggregazione e scambio. Al termine delle repliche, sarà infatti possibile partecipare al consueto aperitivo offerto dalla struttura, un momento pensato per favorire l’incontro tra gli artisti e il pubblico in un clima di condivisione. Gli orari delle rappresentazioni prevedono turni serali alle ore ventuno per il giovedì e il venerdì, mentre il sabato e la domenica l’appuntamento è fissato per il pomeriggio alle ore diciotto. Per assistere a questo appuntamento è previsto un biglietto intero di 15 euro, a cui va aggiunta la quota della tessera associativa annuale di 5 euro, valida per l’intera stagione 2025/2026. È importante ricordare che per procedere con la prenotazione è necessaria la registrazione preventiva al portale dell’Associazione Culturale Teatrosophia, un passaggio indispensabile per partecipare a tutte le attività del cartellone.