
Occupata la facoltà di Lettere e Filosofia alla Sapienza: «La nostra generazione è stanca di subire»
Nuova mobilitazione studentesca nella Capitale. Nel pomeriggio di ieri, mercoledì 28 ottobre 2026, al termine di un’assemblea partecipata, i collettivi giovanili Osa e Cambiare Rotta hanno annunciato l’occupazione della facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università La Sapienza.
La protesta si inserisce in un autunno caldo di rivendicazioni, anticipando lo sciopero generale proclamato per domani, venerdì 30 ottobre, dall’Unione Sindacale di Base (USB), e inserendosi nel clima di fermento che attraversa l’ateneo romano, attualmente impegnato nel ballottaggio per l’elezione del nuovo rettore per il sessennio 2026-2032.
1. I motivi della protesta: stop al riarmo e difesa dell’università pubblica
Al centro dell’azione dei collettivi studenteschi ci sono il rifiuto delle politiche di spesa militare e la denuncia dei tagli strutturali all’istruzione superiore e alla ricerca:
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Contro il riarmo e la linea UE: I manifestanti puntano il dito contro le priorità geopolitiche del governo e dell’Unione Europea. “La parola d’ordine dell’Unione Europea è diventata una sola: la guerra. E mentre si alzano le armi si abbassano i salari”, denunciano da Cambiare Rotta.
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Il legame tra accademia e difesa: Sotto accusa anche gli accordi istituzionali — in particolare l’intesa tra il Ministero dell’Università e quello della Difesa — letti dagli studenti come un tentativo di militarizzare i percorsi di formazione accademica.
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La mobilitazione internazionale: Il collettivo Osa ha rivendicato la continuità della protesta romana con le agitazioni studentesche che stanno interessando diversi Paesi europei, dalla Francia alla Serbia. “La nostra generazione è in rivolta, è stanca di subire, ha alzato la testa”, recita il comunicato ufficiale diffuso ieri.