
“Siamo una generazione senza casa”: le tende della protesta tornano a Roma in Piazza Bologna
Nonostante la pioggia e il maltempo, la mobilitazione contro il caro-affitti riprende forza nel cuore del quadrante universitario della Capitale. Tra gli alberi di Piazza Bologna, uno striscione bagnato recita “Siamo una generazione senza casa”: è il grido d’allarme lanciato da decine di giovani provenienti da tutta Italia, accampati in tenda da giovedì per denunciare l’insostenibilità dei costi dell’abitare a Roma.
L’iniziativa, promossa dai Giovani Democratici in collaborazione con il movimento “Ma quale casa?” fondato da Mattia Santarelli, riannoda i fili con le storiche proteste in tenda del maggio 2023 sul piazzale della Minerva alla Sapienza.
1. Il costo dell’abitare: “Impossibile trovare casa sotto i 1.200 euro”
La protesta mette al centro le difficoltà concrete di studenti fuori sede e giovani lavoratori precari costretti ad affrontare un mercato immobiliare sempre più sregolato. Le testimonianze raccolte dal presidio evidenziano l’impennata dei canoni negli ultimi anni:
«Nel 2018 avevo preso in affitto un appartamento con mio fratello a 750 euro al mese. Nel frattempo mi sono sposata e ho cercato una casa con mio marito: oggi sotto i 1.200 euro non abbiamo trovato assolutamente nulla.»
— Nastassia Habdank, 28 anni, lavoratrice residente a Roma
I dati confermano una forte contrazione dell’offerta di alloggi ad uso residenziale, spinta anche dalla proliferazione degli affitti brevi e delle strutture ricettive extra-alberghiere.
2. Le richieste del movimento e della politica
I promotori del presidio chiedono un intervento congiunto da parte delle istituzioni per tutelare il diritto allo studio e all’abitare:
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Pianificazione pubblica sul fondo affitti: Ripristino e finanziamento dei contributi statali per il sostegno alle locazioni.
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Tetto e regolamentazione degli affitti brevi: Concessione di poteri speciali ai Comuni per porre limiti all’espansione incontrollata dei B&B nelle grandi città universitarie.
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Investimenti nella residenzialità studentesca: Ampliamento dei posti letto negli alloggi universitari pubblici (EDISU e strutture regionali) utilizzando in modo mirato i fondi del PNRR.
La mobilitazione proseguirà nei prossimi giorni con assemblee pubbliche e momenti di confronto aperti alla cittadinanza per raccogliere nuove proposte da presentare alle istituzioni locali e nazionali.